|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Personalità e DNA: oltre 1.200 varianti delineano l’architettura genetica dei Big Five

La più ampia meta-analisi genomica sulle cinque dimensioni della personalità identifica 1.260 varianti associate ai tratti comportamentali. Gli effetti sono diffusi, non predittivi sul singolo individuo e intrecciati con salute, comportamenti e ambie
Ricerca

Un ampio studio pubblicato su Nature amplia la mappa genetica dei tratti di personalità. La meta-analisi del consorzio ReGPC ha integrato 46 coorti, includendo da 611.037 a 1.136.711 partecipanti per ciascuna dimensione dei Big Five: estroversione, amicalità, coscienziosità, nevroticismo e apertura all’esperienza.

L’indagine genome-wide association study (GWAS) ha individuato 1.260 varianti genetiche indipendenti associate a questi profili, 824 delle quali localizzate in regioni genomiche non precedentemente collegate allo specifico tratto. Il numero di segnali identificati supera in modo sostanziale le precedenti analisi, soprattutto per nevroticismo, estroversione e coscienziosità.

pubblicità

Le varianti comuni spiegano una quota moderata della variabilità osservata: dal 4,8% per l’amicalità al 9,3% per l’estroversione. Considerando l’affidabilità degli strumenti psicometrici, tale stima raggiunge circa il 9,3-13,3%.

Ogni singola variante, tuttavia, ha un impatto estremamente ridotto. Gli autori stimano che ciascun tratto dipenda da migliaia di effetti genetici distribuiti nel genoma, un quadro incompatibile con l’idea di un "gene della personalità" o di un uso predittivo individuale dei punteggi poligenici.

L’annotazione funzionale dei segnali genetici indica un arricchimento, per quasi tutti i Big Five, in geni espressi nella corteccia prefrontale e in insiemi genici rilevanti per la funzione neuronale. I dati non hanno invece confermato in modo netto le ipotesi che attribuiscono a dopamina e serotonina un ruolo selettivo e predominante nei diversi tratti.

Le correlazioni genetiche hanno inoltre evidenziato associazioni con stili di vita e outcome sanitari. Una maggiore predisposizione genetica alla coscienziosità risulta correlata, per esempio, a minore uso di sostanze, più attività sportiva, indice di massa corporea inferiore e minori ricoveri ospedalieri; il nevroticismo mostra invece una correlazione genetica rilevante con il rischio psicopatologico, in particolare nell’area dei disturbi internalizzanti.

L’analisi di randomizzazione mendeliana suggerisce possibili relazioni bidirezionali tra tratti di personalità e condizioni di salute. Fra i segnali descritti, la coscienziosità appare associata a minore BMI, minore propensione ad iniziare a fumare e minori episodi di ospedalizzazione, mentre il nevroticismo è collegato a punteggi meno favorevoli nell’invecchiamento in salute. Si tratta però di inferenze da confermare con ulteriori disegni causali.

Le analisi intrafamiliari suggeriscono che le associazioni genetiche individuate siano solo minimamente condizionate dall’ambiente familiare condiviso, dalla stratificazione di popolazione o dall’accoppiamento assortativo.

Questo non equivale a una lettura genetica rigida della personalità. Gli stessi ricercatori sottolineano che i risultati operano su grandi gruppi, in termini probabilistici, e interagiscono con esperienze, condizioni sociali e contesti di vita. Inoltre, la rappresentazione resta prevalentemente europea: serviranno studi più estesi in popolazioni con differenti ancestrie, culture ed esposizioni ambientali.

Ricerca
Commenti

I Correlati

Biomni, l’agente biomedico generale che riscrive i flussi di ricerca
Ricerca
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumori, l’Europa resta forte nella ricerca ma perde terreno nei trial oncologici
Oncologia
Tumori, l’Europa resta forte nella ricerca ma perde terreno nei trial oncologici
Produzione scientifica competitiva e centri d’eccellenza riconosciuti a livello globale, ma le sperimentazioni cliniche si spostano sempre più verso Stati Uniti e Asia. Curigliano, Ieo: «Servono investimenti strategici in ricerca e sviluppo»
Terapie digitali, solo una parte arriva sul mercato con solide evidenze cliniche
Ricerca
Terapie digitali, solo una parte arriva sul mercato con solide evidenze cliniche
Le Digital Therapeutics (DTx) approvate o commercializzate negli Stati Uniti mostrano livelli di evidenza molto diversi: i prodotti regolamentati dalla FDA risultano sostenuti da dati più robusti rispetto alle applicazioni non soggette a controllo re
Alzheimer, uno spray nasale porta segnali protettivi direttamente al cervello
Malattie neurodegenerative
Alzheimer, uno spray nasale porta segnali protettivi direttamente al cervello
Le nanovescicole derivate dalla membrana amniotica hanno ridotto la neuroinfiammazione e salvaguardato le funzioni cognitive nei modelli sperimentali. I ricercatori: «risultati promettenti, ma servono ulteriori conferme nell’uomo»
Vaccini Covid, sotto esame la comunicazione dei dati istituzionali
Vaccini
Vaccini Covid, sotto esame la comunicazione dei dati istituzionali
In Commissione Covid l'analisi di Bruno Cheli sui dati di efficacia e sicurezza. Nel mirino errori metodologici e modalità di comunicazione

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.