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Obesità, il costo della malattia supera quello delle cure: la proposta SIO per la rimborsabilità

Secondo la Società Italiana dell’Obesità, estendere la rimborsabilità delle terapie ai pazienti con maggiore rischio clinico potrebbe ridurre le complicanze future e favorire il recupero della capacità lavorativa. La proposta riguarda circa 500mila i
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Secondo le stime riportate dalla SIO, l’obesità non adeguatamente trattata determina in Italia un impatto complessivo di circa 13,6 miliardi di euro all’anno, considerando sia i costi sanitari associati alle complicanze sia le conseguenze sulla produttività.

In questo scenario, il costo delle terapie farmacologiche rappresenterebbe una componente più contenuta. La SIO stima in circa 1.000 euro annui per paziente la spesa a carico del Servizio sanitario per i nuovi trattamenti, in linea con il valore già riconosciuto per le medesime molecole quando utilizzate nell’ambito diabetologico.

L’ipotesi avanzata dalla società scientifica è di destinare inizialmente la rimborsabilità al 25% dei pazienti a più alto rischio, individuati tra le persone con BMI superiore a 40 oppure superiore a 35 in presenza di condizioni cliniche associate. La platea stimata sarebbe di circa 500mila cittadini, con un investimento pubblico compreso tra 400 e 500 milioni di euro.

Il beneficio atteso non riguarderebbe soltanto la riduzione delle future complicanze. La SIO richiama anche dati statunitensi secondo cui il trattamento farmacologico dell’obesità sarebbe associato a un incremento del 27% dell’occupabilità e delle ore lavorate tra i pazienti in cura.

La dimensione lavorativa assume particolare rilevanza considerando che l’obesità può interessare persone ancora in età produttiva. Migliorare l’accesso alle terapie potrebbe quindi avere ricadute anche sulla partecipazione al lavoro, oltre che sulla salute individuale.

Il ragionamento della SIO comprende anche il confronto con la chirurgia bariatrica, già garantita dal Servizio sanitario nazionale. Nel 2024, secondo i dati riportati dalla società scientifica, in Italia sono stati effettuati 26.702 interventi, per una spesa annua di circa 150 milioni di euro.

L’obiettivo non sarebbe sostituire la chirurgia con i farmaci, ma affiancare alle procedure chirurgiche un’opzione farmacologica destinata ai pazienti che presentano indicazioni cliniche, intervenendo in una fase precedente dell’evoluzione della malattia.

In vista del Congresso nazionale SIO, in programma a Palermo dal 15 al 17 ottobre, la società scientifica ha quindi rilanciato la proposta di una rimborsabilità basata su criteri di priorità clinica. Il modello indicato prevede di concentrare le risorse sulle persone con obesità più severa e sulle condizioni associate a un maggiore rischio per la salute.

La prospettiva proposta dalla SIO sposta così il focus dalla sola spesa per i medicinali al costo complessivo della mancata cura, includendo complicanze, assistenza sanitaria e perdita di produttività. L’accesso selettivo alle terapie viene presentato come uno strumento per anticipare l’intervento sulla malattia e contenere, nel lungo periodo, il suo impatto sul sistema sanitario e sull’economia.

 

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