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Farmaci anti-obesità, la SIO chiede un piano nazionale: "Stop alle disparità regionali nell'accesso alle cure"

Obesità

Secondo la SIO, l'attuale organizzazione dell'assistenza potrebbe determinare un sistema frammentato, con modalità di accesso ai nuovi farmaci differenti a seconda della Regione o dell'azienda sanitaria di riferimento.

La società scientifica sottolinea come la disponibilità delle cure non dovrebbe dipendere dal luogo di residenza, ma essere garantita in modo uniforme, in linea con il principio di equità del Servizio sanitario nazionale.

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La sperimentazione lombarda riapre il dibattito

A richiamare l'attenzione degli esperti è stata anche la recente decisione della Regione Lombardia di destinare due milioni di euro a un progetto sperimentale dedicato all'utilizzo dei farmaci innovativi contro l'obesità.

Pur riconoscendo l'obiettivo di ampliare le opportunità terapeutiche, la SIO evidenzia come iniziative regionali autonome, al di fuori dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), possano contribuire ad ampliare le differenze territoriali nell'accesso ai trattamenti.

Per la società scientifica, un'espansione non coordinata dei percorsi assistenziali rischia di creare cittadini con possibilità di cura differenti a seconda del contesto geografico.

La proposta: un piano nazionale con criteri condivisi

Per superare queste criticità, la SIO propone l'elaborazione di un piano nazionale dedicato alla gestione dell'obesità, capace di definire criteri uniformi per l'accesso ai farmaci.

Tra gli elementi individuati come prioritari figura il profilo socioeconomico dei pazienti. L'obiettivo è favorire l'accesso alle cure per le persone in età lavorativa che non dispongono delle risorse economiche necessarie per sostenere autonomamente il costo della terapia.

Priorità ai pazienti con maggiore gravità clinica

Accanto all'aspetto economico, la società scientifica ritiene fondamentale adottare criteri basati sulla severità della malattia.

Secondo la SIO, i pazienti con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 35 presentano già una significativa compromissione della qualità di vita. La priorità dovrebbe essere ancora maggiore nei soggetti con BMI oltre 40 oppure in presenza di importanti comorbidità, condizioni nelle quali il trattamento farmacologico può rappresentare un intervento particolarmente rilevante.

Per gli specialisti, una governance nazionale consentirebbe di garantire maggiore equità, appropriatezza prescrittiva e sostenibilità nell'utilizzo delle nuove terapie anti-obesità, evitando che l'innovazione terapeutica si traduca in ulteriori disparità di accesso tra i cittadini.

Obesità
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