
Due ore al mese di educazione psicologica obbligatoria per tutti gli studenti e 18mila psicoterapeuti da inserire progressivamente nelle scuole italiane, partendo dalle superiori per arrivare successivamente alle medie e alle primarie. È quanto prevede una proposta di legge della Lega, prima firmataria la deputata Giorgia Latini e ideata da Armando Siri, responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito.
L'iniziativa è stata presentata dopo la recente aggressione a una docente avvenuta a Centocelle, a Roma, con il fine di trasformare il supporto psicologico agli studenti da intervento occasionale a presenza strutturale all'interno della scuola.
Due ore in classe e colloqui individuali
La proposta non introduce soltanto uno sportello psicologico. Il modello prevede due ore mensili collettive, inserite nella normale frequenza scolastica ma senza valutazione, dedicate in particolare alla gestione delle emozioni, della rabbia e dei conflitti e alla prevenzione del disagio.
A queste attività si affiancherebbe la possibilità di accedere a colloqui clinici individuali e riservati.
"La prevenzione deve entrare stabilmente nella scuola, costruendo intorno ai ragazzi una rete concreta di ascolto, supporto e protezione", sostiene Siri. I promotori vorrebbero così fornire agli studenti strumenti per riconoscere e gestire le proprie emozioni e, contemporaneamente, creare le condizioni per intercettare precocemente situazioni di difficoltà.
Previsti 18mila psicoterapeuti
Per rendere strutturale il servizio, la proposta prevede l'inserimento progressivo di 18mila "docenti psicoterapeuti". L'attuazione dovrebbe procedere per fasi: prima le scuole secondarie superiori, successivamente le medie e infine le primarie.
È un'impostazione diversa dall'attuale presenza dello psicologo scolastico, che rimane disomogenea e prevalentemente costruita attraverso servizi attivati dalle singole scuole o specifici progetti. Nell'anno scolastico appena iniziato è già previsto l'accesso gratuito allo psicologo su richiesta, con modalità che alle medie e alle superiori coinvolgono anche il consenso dei genitori. La proposta della Lega punta invece a introdurre un'attività collettiva ordinaria e obbligatoria.
Un costo vicino al miliardo
Rilevante anche la copertura finanziaria prevista. Secondo la bozza, l'intervento avrebbe un costo stimato di circa 960 milioni di euro, da finanziare attraverso un'addizionale Ires dello 0,65% applicata alle società di capitali con fatturato annuo superiore a 100 milioni.
L'ipotesi è quindi quella di un prelievo di scopo specificamente destinato al finanziamento del nuovo servizio. "In questo modo i grandi attori economici nazionali potranno contribuire direttamente e in maniera vincolata alla tutela delle nuove generazioni", afferma Siri.
Dallo sportello alla prevenzione strutturale
Se approvata, la proposta segnerebbe soprattutto un cambiamento nel ruolo attribuito alla psicologia all'interno della scuola. Non soltanto un servizio al quale rivolgersi quando emerge una difficoltà, ma attività preventiva rivolta all'intera popolazione studentesca, accompagnata dalla possibilità di intervento individuale.
Resta naturalmente da verificare il percorso parlamentare del testo, compresi il modello professionale individuato, le modalità di inserimento dei 18mila psicoterapeuti e la copertura economica.
La proposta pone però già una questione più ampia: se il disagio psicologico dei più giovani debba essere affrontato prevalentemente quando emerge oppure se competenze emotive, ascolto e prevenzione debbano diventare una presenza ordinaria nel percorso scolastico.




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