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TFEB, scoperto un nuovo meccanismo per modulare il riciclo cellulare: prospettive per malattie rare e tumori

Uno studio del TIGEM pubblicato su Nature identifica due enzimi, TBK1 e ULK1, coinvolti nell’attivazione di TFEB in risposta allo stress lisosomiale. La scoperta potrebbe favorire lo sviluppo di strategie farmacologiche per modulare questo regolatore
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I lisosomi svolgono una funzione essenziale nel mantenimento dell’equilibrio cellulare, occupandosi della degradazione e del riciclo di componenti non più necessari. Quando questo sistema viene compromesso, possono accumularsi sostanze potenzialmente dannose, contribuendo alla comparsa di diverse patologie.

TFEB rappresenta uno dei principali regolatori dei processi legati alla funzione lisosomiale. La proteina è stata identificata nel 2009 da Andrea Ballabio, allora direttore del TIGEM, e da quel momento l’interesse scientifico nei suoi confronti è cresciuto rapidamente. Secondo i dati riportati dal TIGEM, oggi sono circa 3.000 le pubblicazioni dedicate a TFEB, oltre il 90% delle quali realizzate nell’ultimo decennio.

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Nonostante il potenziale terapeutico, finora non sono disponibili farmaci approvati capaci di attivare selettivamente TFEB. Il nuovo studio individua un possibile punto di intervento a monte della proteina.

Quando i lisosomi sono sottoposti a condizioni di stress, entrano infatti in azione due enzimi, TBK1 e ULK1. La loro attivazione avvia una cascata di segnali che porta a TFEB e, di conseguenza, all’attivazione dei programmi cellulari deputati al riciclo e alla rimozione dei materiali di scarto.

Il meccanismo descritto dai ricercatori è stato osservato anche nel linfoma follicolare, nel quale una regolazione anomala di TFEB può sostenere la proliferazione delle cellule tumorali. La possibilità di intervenire sui regolatori della proteina, anziché sulla proteina stessa, amplia quindi il ventaglio dei potenziali bersagli farmacologici.

L’interesse riguarda però anche le malattie lisosomiali e neurodegenerative, nelle quali il corretto funzionamento dei sistemi cellulari di degradazione e riciclo può avere un ruolo rilevante.

L’identificazione di TBK1 e ULK1 fornisce così nuovi elementi per comprendere come la cellula riconosca lo stress a carico dei lisosomi e traduca questo segnale in una risposta coordinata. Il risultato rappresenta un ulteriore passo nella ricerca di strategie capaci di modulare TFEB e, in prospettiva, di trasformare le conoscenze sulla biologia lisosomiale in nuovi approcci terapeutici.

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