
L'Italia è il Paese dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo con il maggior numero di casi di morbillo registrati tra settembre 2025 e agosto 2026. Secondo il rapporto di sorveglianza pubblicato l'8 ottobre dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), nel nostro Paese sono stati segnalati 653 casi sui 2.335 complessivi, pari al 28% del totale. Il dato si accompagna a una copertura vaccinale per la seconda dose ancora lontana dalla soglia del 95% raccomandata per interrompere la trasmissione del virus.
Dopo l'Italia, i Paesi con più casi sono Bulgaria (564), Romania (255), Spagna (230) e Francia (146). Il tasso italiano di notifica è pari a 11,1 casi per milione di abitanti, oltre il doppio della media europea di 5,1. La Bulgaria presenta tuttavia il tasso più elevato, con 87,6 casi per milione, seguita da Lettonia e Romania.
Nel solo agosto 2026, i Paesi che hanno trasmesso i dati hanno segnalato complessivamente 143 casi, di cui 18 in Italia. Il numero italiano è diminuito rispetto ai mesi primaverili, quando si era raggiunto un massimo di 172 casi in aprile. L'Ecdc invita comunque alla cautela nell'interpretazione dei dati più recenti, che possono essere modificati da ritardi nelle notifiche.
Oltre sette casi su dieci tra i non vaccinati
Il rapporto evidenzia il peso delle lacune immunitarie nella diffusione del morbillo. Tra i 2.068 casi europei per i quali erano noti età e stato vaccinale, 1.487 persone, pari al 71,9%, non erano vaccinate. Il 16,5% aveva ricevuto una sola dose, mentre il 9,3% risultava vaccinato con almeno due dosi.
Particolarmente esposti sono i bambini più piccoli. Nell'ultimo anno, 636 casi hanno riguardato minori di cinque anni, pari al 27,2% del totale. Il tasso di notifica più elevato si osserva nei bambini sotto l'anno di età, con 54,8 casi per milione, seguiti dalla fascia tra uno e quattro anni.
I lattanti rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile, poiché nella maggior parte dei Paesi europei la prima dose del vaccino contro il morbillo viene somministrata dopo i dodici mesi. La loro protezione dipende quindi anche dal livello di immunità raggiunto nella popolazione.
Coperture vaccinali, Italia lontana dall'obiettivo del 95%
Le ultime stime OMS-Unicef riportate dall'Ecdc, riferite al 2024, indicano per l'Italia una copertura del 95% per la prima dose e dell'84% per la seconda. Quest'ultimo valore è inferiore di undici punti percentuali alla soglia raccomandata per entrambe le dosi.
Il problema riguarda gran parte dell'Europa. Soltanto quattro Paesi UE/SEE, Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo, hanno raggiunto nel 2024 una copertura di almeno il 95% sia per la prima sia per la seconda dose.
L'Ecdc richiama la necessità di somministrare tempestivamente entrambe le dosi previste dai calendari nazionali e di recuperare le vaccinazioni mancate, anche tra adolescenti e giovani adulti. L'agenzia raccomanda inoltre di verificare lo stato vaccinale degli operatori sanitari e di rafforzare la sorveglianza per individuare precocemente eventuali focolai.
Rosolia, 76 casi in dodici mesi
Il rapporto comprende anche i dati sulla rosolia. Tra settembre 2025 e agosto 2026 sono stati segnalati 76 casi nell'UE/SEE, di cui sei in Italia. La maggior parte delle notifiche proviene dalla Polonia, con 60 casi, ma l'ECDC sottolinea che soltanto uno di questi è stato confermato in laboratorio.
Nel periodo considerato non sono stati segnalati all'Ecdc decessi attribuibili né al morbillo né alla rosolia.
Per entrambe le infezioni, il Centro europeo ribadisce l'importanza di mantenere elevate le coperture vaccinali, rafforzare i sistemi di sorveglianza e intervenire sulle difficoltà di accesso alle vaccinazioni, con particolare attenzione alle popolazioni meno raggiunte dai servizi sanitari.




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