
L'obesità non pesa soltanto sulla bilancia. Può influire sul respiro, sulle articolazioni, sul metabolismo e sul rischio di sviluppare altre malattie. E proprio da questa consapevolezza arriva una delle novità più interessanti emerse dal XXV congresso nazionale della Società italiana metabolismo diabete obesità (Simdo): un farmaco sperimentale, chiamato retatrutide, sembra in grado di ottenere benefici che vanno ben oltre la perdita di peso.
Un effetto che interessa tutto l'organismo
I dati arrivano dallo studio internazionale Triumph-1, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha coinvolto adulti con obesità, sovrappeso associato ad altre patologie e diabete di tipo 2. La molecola agisce contemporaneamente su tre ormoni coinvolti nella regolazione del metabolismo, GLP-1, GIP e glucagone, e ha mostrato risultati rilevanti su diversi aspetti della salute.
Tra i pazienti che soffrivano anche di artrosi del ginocchio, è stata osservata una significativa riduzione del dolore. Le apnee notturne si sono ridotte fino al 50%, mentre i livelli della proteina C reattiva, uno dei principali indicatori di infiammazione dell'organismo, sono diminuiti del 60%. Un altro dato particolarmente importante riguarda il metabolismo degli zuccheri: tra le persone con prediabete, circa nove su dieci hanno visto tornare la glicemia a valori normali.
Perdere peso come con la chirurgia bariatrica
A colpire gli esperti è anche l’entità del calo ponderale ottenuto con le dosi più elevate del farmaco. Secondo lo studio, oltre un paziente su tre ha perso almeno il 30% del proprio peso iniziale, un risultato che fino a pochi anni fa era considerato raggiungibile quasi esclusivamente attraverso la chirurgia bariatrica. Si tratta di una percentuale particolarmente significativa perché una riduzione così marcata del peso corporeo è spesso associata a un netto miglioramento delle malattie collegate all'obesità, comprese quelle cardiovascolari e metaboliche.
L’obesità non è solo una questione di chili
Secondo gli specialisti, questi risultati confermano un cambiamento importante nel modo di affrontare la malattia. «Lo studio Triumph-1 conferma una tendenza che osserviamo con tutta la nuova generazione di farmaci – spiega Giancarlo Tonolo, presidente nazionale della Simdo e presidente del congresso – Molecole nate per diabete e obesità agiscono su articolazioni, respiro, infiammazione, fegato e cuore. L'obesità non è solo una questione di chili: è una malattia che coinvolge l'intero organismo e come tale va curata».
Il tema dell’accesso alle cure
Il congresso è stato anche occasione per parlare di accesso alle terapie. In Sardegna è stata infatti presentata una proposta di legge che prevede una sperimentazione triennale con farmaci per obesità e sovrappeso a prezzo calmierato e gratuiti per i pazienti economicamente più fragili. Un’iniziativa accolta favorevolmente dalla Simdo, che richiama l'attenzione sul peso economico delle cure per una patologia cronica sempre più diffusa. «L'obesità è una malattia cronica e l'accesso alle terapie non può dipendere dalla possibilità di pagarle», conclude Tonolo.
I risultati ottenuti con retatrutide dovranno essere confermati dai successivi passaggi della sperimentazione clinica, ma è chiaro che i farmaci di nuova generazione non puntano soltanto a ridurre il peso corporeo, bensì a migliorare molte delle condizioni che accompagnano l’obesità.




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