
''Una modernizzazione essenziale nell'attuale situazione di crisi ed incertezza per gli europei'', commenta Bruxelles. Con le nuove regole, puntualizza la Commissione, non si offrono nuovi diritti in materia di sicurezza sociale, ma piuttosto la garanzia a tutti di preservarli anche spostandosi da un paese all'altro dell'Unione. Sarà infatti possibile avere una copertura ininterrotta assistenziale o previdenziale anche con il passaggio da una legislazione di uno Stato membro all'altro che hanno sistemi molto diversi tra loro. Il tutto per facilitare la mobilità nei 27. Oggi solo il 2% degli europei si sposta per motivi di lavoro da uno Stato membro all'altro, una cifra che in termini assoluti è pari a circa 10 milioni e mezzo di persone, a cui si aggiungono più di un milione di lavoratori transfrontalieri. Dalla loro introduzione, cinque anni fa, sono state distribuite oltre 180 milioni di carte europee di assistenza malattie, pari al 36% della popolazione Ue, pressochè la totalità in Italia.




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