
AssoGenerici non può che condividere le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, onorevole Roberto Formigoni, sulla gestione della spesa farmaceutica ospedaliera. “E’ un contributo importante quello di Roberto Formigoni, visto che da sempre la Lombardia vanta un Servizio sanitario economicamente virtuoso che offre prestazioni di altissimo livello. Razionalizzare la spesa per destinare le maggiori risorse ai farmaci innovativi, significa però dare un ruolo centrale ai farmaci equivalenti ospedalieri ” commenta Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici.
E per far sì che gli equivalenti esercitino tutto il loro effetto sul contenimento della spesa ospedaliera, sono necessarie alcune condizioni, da sempre chieste da AssoGenerici. La prima è che il medicinale generico di classe H acceda immediatamente al mercato a conclusione dell’iter di valutazione del dossier registrativo, eliminando ritardi ingiustificabili che hanno il solo effetto di aggravare la spesa del Servizio sanitario.
“Se un antibiotico iniettivo di largo impiego come il ceftriaxone fosse stato immediatamente immesso sul mercato a scadenza del brevetto” spiega Colantuoni ”gli ospedali avrebbero potuto aggiudicarsi il farmaco alla metà del prezzo effettivamente pagato”. La seconda condizione è che nei bandi di gara indetti per le forniture agli ospedali sia sempre inserita la clausola di rinegoziazione “pura” dell’offerta al lancio del medicinale generico. “Questo significa che al momento dell’arrivo dell’equivalente si fa una nuova gara cui partecipano tutti i produttori. Al contrario, in molte Regioni ci si limita a contattare il produttore del farmaco di marca e a chiedere il riallineamento del prezzo” dice Francesco Colantuoni.




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