
E' il risultato di un'indagine condotta dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che a Milano ha aperto il suo Congresso nazionale. L'indagine ha coinvolto circa 800 italiani tra Roma e Milano e si è concentrata su un 'big killer' come il tumore del colon-retto, la cui cura è stata negli ultimi anni rivoluzionata grazie a nuovi farmaci biologici mirati e ai programmi di diagnosi precoce. Eppure si potrebbe fare molto di più, a partire dalla consapevolezza dei cittadini: dai dati Aiom emerge infatti che solo il 50% degli italiani conosce lo screening; e se molti (73%) sanno bene che le nuove terapie sono meno 'aggressive' per l'organismo, solo il 38% afferma che questo cancro si può prevenire, mentre una persona su quattro non è disposta a cambiare il proprio stile di vita per diminuire il proprio livello di rischio. Lo studio dell'Aiom ha intervistato più donne che uomini (62% contro il 38%), e la stragrande maggioranza (81%) ha conosciuto il cancro da vicino, perchè ne è stato colpito un amico o familiare. ''Insomma, il tumore quando viene fa meno paura, ma gli italiani si impegnano ancora troppo poco per tenerlo lontano'' afferma Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom. ''E non c'è consapevolezza sui fattori di rischio - aggiunge Carmelo Iacono, presidente eletto Aiom - sono sottostimate in particolare l'importanza di praticare attività fisica (segnalata solo dal 15%) e di una corretta alimentazione (uno su due la sottovaluta).




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