Nuovi fattori di rischio per il tumore epatico, come la sindrome metabolica (diabete/obesità/ dislipidemia), si sono aggiunti a quelli classici come cirrosi, abuso di alcol e infezione cronica da virus B.
Ma la possibilità di individuare pazienti in fase precoce e di trattarli con nuovi farmaci biologici può cambiare la storia clinica dei malati. Sono i temi chiave emersi nella presentazione del volume 'Il carcinoma epatocellulare' (edizione Elsevier) che ha visto riuniti a Milano alcuni tra i piu' illustri oncologi ed epatologi, per l'11/o Congresso nazionale Aiom (Associazione italiana oncologia medica). ''Registriamo ottimi risultati nei pazienti che si rivolgono ai grandi ospedali cittadini, dove in oltre la metà dei casi la diagnosi individua tumori in fase iniziale e potenzialmente guaribili con trattamenti radicali'', dice Massimo Colombo, direttore della Gastroenterologia 1 all' Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e curatore dell' opera.
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
In vista della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma cambia prospettiva sulla prevenzione: prima ancora della crema, è il guardaroba a fare la differenza
Uno studio pubblicato su JCO Precision Oncology analizza l’impatto dei profili molecolari nella definizione di strategie terapeutiche più mirate nei pazienti oncologici.
Uno studio pubblicato su JCO Precision Oncology esplora il valore della metilazione epigenetica di BRCA1 rilevata nel sangue come possibile strumento per identificare precocemente individui a rischio di tumore.
Un’analisi pubblicata su JCO Oncology Advances evidenzia come la stratificazione personalizzata del rischio possa rendere più efficaci e sostenibili le strategie di diagnosi precoce.
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