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Tumore alla prostata, complicazioni quando l’intervento è meno invasivo

Tumore alla prostata, complicazioni quando l’intervento è meno invasivo
Oncologia

La ricerca pubblicata su 'Jama' - la rivista dei medici Usa - ha osservato negli uomini che erano stati sottoposti a operazioni laparoscopiche una incidenza più elevata di problemi dell'erezione e di incontinenza urinaria rispetto ai pazienti che avevano avuto la prostata rimossa. A 18 mesi dall'intervento circa il 26,8% degli uomini che aveva subito laparoscopia aveva problemi di erezione e il 15,9% di incontinenza urinaria, contro il 19,2% di disfunzioni erettili e il 12,2% di incontinenza urinaria riscontrato tra chi aveva avuto la prostata rimossa. I pazienti che avevano avuto la laparoscopia hanno però sofferto meno complicazioni generali come polmonite o bisogno di trasfusioni sanguigne dopo l'operazione.

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Tutti i pazienti esaminati soffrivano di cancro della prostata ed avevano più di 65 anni di età: i due tipi di intervento hanno avuto lo stesso tasso di successo per quanto riguarda il controllo sul tumore. L'indagine è stata condotta al ''Brigham and Women hospital'' di Boston analizzando i dati relativi a 1.938 uomini che avevano avuto interventi minimamente invasivi, e di 6.899 pazienti che avevano subito operazioni di rimozione della prostata tra il 2003 ed il 2007.
Oncologia
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Il miglioramento della diagnosi e delle strategie terapeutiche ha modificato profondamente la gestione del tumore della prostata, aumentando la sopravvivenza dei pazienti anche nelle forme avanzate. Questo scenario pone però una nuova esigenza assistenziale: affiancare al controllo della malattia interventi rivolti alle conseguenze funzionali delle terapie e, in particolare, alla salute sessuale.
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