
Il decreto legislativo approvato il 2 ottobre dal Consiglio dei Ministri che individua nuovi servizi sociosanitari che possono essere erogati anche dalle strutture farmaceutiche trasformando le farmacie italiane in veri e propri presidi sanitari al servizio dei cittadini, spiega l'Utifar, raccoglie il sì dei farmacisti, ''a patto però che nuovi eventuali meccanismi di remunerazione non penalizzino eccessivamente la categoria''. L'Utifar ''non intende prendere una posizione netta sull'eventuale passaggio dall'attuale sistema di remunerazione dei farmacisti basato sullo sconto, e quindi su una percentuale dei farmaci venduti, ad un nuovo sistema centrato sulla retribuzione dell'atto professionale ma intende rilanciare il ruolo delle oltre 17.




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