
Il farmaco s'è mostrato capace di riduce lo sviluppo della complicanza nel diabete di tipo 1 (-18% rispetto al placebo) e di provocarne la regressione nel 34% dei casi del tipo 2. L'indagine scientifica ha coinvolto 5.231 pazienti di tipo 1 e 2, trattati per almeno quattro anni, in 30 paesi. Intendeva valutare gli effetti del blocco del sistema renina angiotensina (RAS) sulla retinopatia diabetica. "Per la prima volta uno studio clinico ha dimostrato che un normale antipertensivo è in grado di ridurre la comparsa della retinopatia nel diabete di tipo 1 e di migliorarla in quella di tipo 2", ha detto Massimo Porta, membro dello Steering Committee di DIRECT e Presidente del Comitato organizzatore EASD Roma 2008. "Questi risultati aprono importanti prospettive anche pratiche e ci auguriamo che nuovi studi possano confermarli, al fine di permettere l'applicazione clinica di questa scoperta. Infatti, al di là della laserterapia, ancora oggi non disponiamo di farmaci per curare o meglio ancora prevenire la retinopatia diabetica. Il controllo della glicemia e della pressione arteriosa, oltre che difficili da ottenere, non necessariamente sono sufficienti a evitare questa temibile complicanza", ha concluso Porta. La retinopatia è la complicazione clinica più frequente del diabete ed è la causa più comune di cecità e riduzione della vista nella popolazione in età lavorativa: più dell'80% dei diabetici di tipo 1 e del 60% di tipo 2 sviluppa retinopatia dopo 20 anni di malattia.

Uno studio prospettico post-marketing valuterà sicurezza ed efficacia di Daydrop® Triple Action nel trattamento sintomatico della congiuntivite allergica stagionale e perenne, attraverso un follow-up di 14 giorni.

L’impresa del Bambino Gesù: sei specialità mediche unite per operare un giovane con una rara malattia metabolica e il cuore compromesso, 18 ore di pianificazione per un intervento senza margine d’errore


n Italia interessa oltre 100mila persone e rappresenta fino al 30% dei glaucomi ad angolo aperto. L’elevata pressione intraoculare accelera il danno visivo, ma interventi tempestivi possono rallentare la progressione della malattia.
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