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Brunetta: nel 2010 invio on line dei certificati. Giuramento, no della Cgil

Sanità pubblica

 ''Stiamo avviando da metà dicembre le procedure per il settore pubblico - ha precisato il ministro - ma entro metà dell' anno prossimo questo sarà implementato anche per tutto il settore privato''. ''Significa - ha osservato - che, se si somma la prescrizione medica, le ricette e la cartella clinica online abbiamo un 2010 rivoluzionario. Perchè questo implica trasparenza, controlli di efficienza e interventi specifici per ovviare a situazioni di assoluta opacità o degrado, come avviene per alcune regioni italiane''. Il ministro ha precisato che ''sono interventi previsti dalla Finanziaria, quindi sono criteri e obblighi di carattere nazionale cui le Regioni dovranno adeguarsi. Conta il dialogo con le Regioni - ha sottolineato - ma ancora di più conta il dialogo coi cittadini, che abbiano un'informazione trasparente''. Quanto al certificato on line - ha precisato il ministro, ''ci sarà una road map per arrivare gradualmente alla sua applicazione. Annuncio subito però che ci sarà un doppio canale che durerà un paio di mesi, in cui la certificazione on line sarà compatibile con la certificazione cartacea. Avvieremo tutti gli incontri tecnico operativi per rasserenare e tranquillizzare tutti gli operatori del settore''. Brunetta incassa il sì dello Snami: ''Possiamo reputarci soddisfatti delle parole del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, il quale ha affermato che l'invio on line dei certificati per la Pa e per i privati entrerà in vigore dalla meta' del prossimo anno''. E' il commento del presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Mauro Martini. ''Non nascondiamo un certo orgoglio per questa risposta che deriva dell'ascolto delle nostre osservazioni di alcuni giorni fa - continua Martini - e ancor di più per l'attenzione del ministro alla nostra proposta di incontro tecnico-operativo, che si terrà nella mattinata di giovedì prossimo, per definire i comportamenti da tenere da parte degli operatori del settore''. ''Abbiamo cercato di porre quesiti per dirimere dubbi ai medici, ma soprattutto - conclude Martini - per una chiarezza di comportamento nei confronti dei cittadini''. Rigida invece la Cgil sulla questione del giuramento: ''Da Ippocrate a Brunetta, per i medici pubblici saranno necessari due giuramenti, ma non è previsto nessun rinnovo contrattuale''. Lo dichiara in una nota il segretario nazionale della FP CGIL Medici Massimo Cozza - secondo il quale che non pronuncerà entrambi i giuramenti non sarà assunto - a proposito del contenuto nel disegno di legge collegato alla Finanziaria 2010 in discussione questa settimana alla Camera, secondo il quale anche i medici pubblici, così come tutti i dipendenti del pubblico impiego, al momento dell'assunzione, dovranno prestare un giuramento di fedeltà alla Repubblica.

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''Per i medici - precisa Cozza - quello di Brunetta è il secondo giuramento che segue quello di Ippocrate, risalente al 430 a.c., formulato prima dell'inizio della professione'' nel quale si dichiara di curare ogni paziente prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica. ''Ma dopo due giuramenti per i medici pubblici - obietta il segretario Della Fp Cgil - non c'è ancora nessun rinnovo contrattuale, nonostante quello vecchio relativo agli anni 2008 e 2009 sia scaduto da quasi due anni, e per il prossimo triennio nulla è previsto nella finanziaria 2010, se non un caffè al giorno, solo feriale, da potersi pagare con la vacanza contrattuale''. Tra uno spot e l'altro, conclude Cozza, ''perchè il ministro Brunetta non si occupa anche dei contratti e delle necessarie risorse? A meno che non gli basti punire i medici 'fannulloni e macellai' lasciandoli anche senza caffè a leggersi la pergamena con il suo giuramento''. Immediata la replica da parte del ministero: ''E' davvero strano che il segretario nazionale Fp-Cgil Massimo Cozza chieda al ministro Brunetta di occuparsi del contratto di lavoro dei medici. La Cgil dovrebbe infatti conoscere bene le norme e le procedure in materia, le quali prevedono che i responsabili di questo siano le Regioni, in particolare il Comitato di settore''. Questa la piccata risposta del portavoce del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che parla di ''amnesie ben strane'' del sindacato. ''Cozza - prosegue la nota - dovrebbe anche ricordare che fin dai primi giorni dell'anno il ministro Brunetta ha più volte sollecitato le Regioni e l'Aran alla conclusione delle trattative, ma inutilmente. Vale invece la pena sottolineare come tutti i contratti dei comparti statali (quelli sì di competenza del ministro Brunetta) siano stati chiusi e pagati già dalla fine del 2008''. Quanto alla reintroduzione dell'obbligo del giuramento per i dipendenti pubblici, ''rammentiamo alla smemorata Cgil che era in vigore fino a 15 anni or sono e che comunque è molto diverso da quello di Ippocrate: la sua formula prevede infatti di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi. Anche su questo - conclude Palazzo Vidoni - la Cgil non è d'accordo?''.
Silvio Campione
 

Sanità pubblica
Commenti
GP
Giuseppe Di Pane
PERCHE'' IL PICCOLO BRUNETTA ;CHE PROMETTE SFRACELLI;LICENZIAMENTI A CHI NON SPEDIRA'' IL CERTIFICATO INPS VIA MAIL ,NON PARLA PURE DI DOVE SI TROVERANNO I FONDI PER AVVIARE QUESTO PROGETTO VELLEITARIO,INUTILE,FARRAGINOSO.CHE CI PORTI INVECE ALLA DIPENDENZA CON: FERIE ,TREDICESIMA,MALATTIA,INDENNITA'' DI FINE RAPPORTO.NELLE OTTO ORE DI SEVIZIO POSSIAMO FARE DI TUTTO,MA POI,TOLTO IL CAMICE AVREMMO TUTTI I DIRITTI,E NON SOLO I DOVERI,CHE HA ANCHE L''ULTIMO DEI PORTANTINI!
Rispondi
17/12/2009 19:20

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