La Camera americana dovrebbe votare questa settimana la riforma sanitaria, che secondo gli analisti potrebbe costare ai produttori di farmaci fino a 150 miliardi di dollari in un decennio.
Le misure contenute nella versione attuale dell'Affordable Health Care for America Act alla Camera, illustrata la settimana scorsa dalla speaker Nancy Pelosi includono infatti la richiesta alle aziende di rimborsare i medicinali alle persone incluse nei programmi Medicare e Medicaid e il rafforzamento del potere del governo federale di negoziare i prezzi dei farmaci per Medicare. Le società farmaceutiche hanno a lungo combattuto queste proposte e la Pharmaceutical Research and Manufacturers of America (PhRMA) ha fatto notare che i rimborsi richiesti porterebbero a una diminuzione degli investimenti in ricerca e sviluppo soprattutto nelle malattie geriatriche, come l'Alzheimer e il Parkinson. Unica buona notizia per le aziende pare essere quella della possibile protezione commerciale di 12 anni sui farmaci biologici.
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Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
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Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
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