
Le nuove linee guida sono state emanate dalla U.S. Preventive Services Task Force, la stessa commissione di esperti di nomina federale che nel 2002 aveva incluso le quarantennni tra le categorie a rischio. In un'altra indicazione di come sta cambiando negli Usa la strategia della lotta al tumore, la commissione ha messo in dubbio un altro caposaldo della prevenzione: la autopalpazione del seno e' inutile e i medici non dovranno piu' istruire le donne a esaminarsi ogni mese. Le nuove raccomandazioni, pubblicate online sulla rivista Annals of Internal Medicine, avranno come effetto una drastica riduzione del numero di mammografie, con conseguenti minori costi per il sistema sanitario e meno preoccupazioni per le donne a cui sono diagnosticati falsi positivi che comportano ansie non necessarie e dolorose quanto costose biopsie. Le mammografie rappresentano solo negli Usa un business annuale da 3,3 miliardi di dollari. Il parere della task force ha provocato una levata di scudi tra molti oncologi secondo i quali il rischio e' che forme di tumore al seno non vengano diagnosticate in tempo. L'American Cancer Society ha respinte le raccomandazioni e continuera' a consigliare la mammografia di routine a partire dai 40 anni. Per Phil Evans, professore di radiologia all'Universita' del Texas e presidente della Society for Breast Imaging, l'assenza di linee guida per le quarantenni e' ''scioccante''. Uno dei timori, condiviso da molte donne, e' che le societa' di assicurazione private usino le linee guida come scusa per ridurre l'accesso delle donne a un esame potenzialmente salvavita: succedera' di certo in West Virginia, stato che collega per legge la frequenza del test con le raccomandazioni della commissione.




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