C'è un'inversione di tendenza nell'opinione che le famiglie italiane hanno dei cosiddetti farmaci generici. Secondo un'indagine su un campione di 725 donne rappresentativo della popolazione femminile, curata dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDa) e presentata a Milano, il 91% delle donne è a conoscenza della loro esistenza e il 50% sa che un farmaco equivalente riporta sulla confezione il nome del principio attivo invece di quello commerciale e soprattutto che costa meno.
Ma il dato importante è che la percentuale rimane alta anche quando si parla della loro efficacia: solo il 12,6% ritiene costi meno perchè meno efficace, mentre il restante 87,4% pensa che funzioni come quello di marca. Ne hanno familiarità d'uso le donne di 45-54 anni, quindi nella maggior parte dei casi con famiglia, con predominanza dell'Italia del Centro e del Nord-ovest. Meno propense al generico le più giovani e le donne di sud e isole. La ricerca evidenzia quindi una importante controtendenza rispetto al passato, quando il farmaco generico-equivalente veniva percepito come medicinale di serie B e il mercato in Italia stentava a decollare. ''Il merito - secondo gli autori dell'indagine - è di campagne di informazione svolte soprattutto dal farmacista (propone il generico in 8 casi su 10) e del medico di famiglia (lo propone in 1 caso su 2)''.
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