
C'è un solo però: per riuscire a tenere sotto controllo il virus dell'Aids l'acyclovir deve essere usato solo in quei tessuti coinfettati dal virus dell'herpes. Ma la buona notizia è che non è necessaria l'infezione da herpes genitale, se si è sieropositivi, per provare a rallentare la replicazione virale. Basta infatti anche un più innocuo virus herpetico come gli HHV6 e HHV7, quelli che provocano le malattie esantematiche nei bambini.
La sinergia si rivela importante, spiega Margolis, "perché lo stesso herpes virus modifica il farmaco rendendolo più attivo contro l'Hiv. Proprio questo meccanismo, la fosforilazione - dice - potrebbe aprire nuove strade alla ricerca, per usare l'acyclovir contro l'Aids". La scoperta, ammettono gli scienziati, è stata del tutto casuale. Tenendo sotto osservazione la carica virale dell'Hiv, da tempo i medici si erano infatti accorti che nei sieropositivi infettati anche dall'herpes la presenza del virus dell'Aids nel sangue era inferiore.




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