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Cuore a rischio se l’orologio biologico «è tarato male»

Cardiologia | 13/01/2010 10:32

Se l’orologio biologico è “sballato”, cresce anche la predisposizione genetica allo sviluppo di disturbi cardiaci, secondo quanto emerge dallo studio pubblicato su Nature Medicine dai ricercatori della Kyoto University, in Giappone.

Durante la ricerca, gli studiosi hanno osservato che un gruppo di topi con un ritmo circadiano anormale correva un rischio maggiore di ipertensione, a causa dell’elevata presenza di un ormone chiamato aldosterone. Secondo gli esperti, se l’orologio biologico – che regola un gene essenziale per la produzione di ormoni – è sregolato, aumenta dunque il rischio di ipertensione, e, con esso, anche quello di cardiopatie come infarto e ictus.
“Lo studio – spiega Hitoshi Okamura, docente della Kyoto University – è in linea con precedenti rilevazioni secondo cui chi per lavoro ha orari sregolati, come gli equipaggi degli aerei, corre un rischio maggiore di incorrere in problemi cardiaci. Questa scoperta potrebbe consentire la sperimentazione di nuovi trattamenti contro l’ipertensione”.

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Fonte: il sole 24 ore
 

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