
“Per quanti sforzi si facciano è ormai evidente la difficoltà della medicina moderna nel trasformare quanto indicano le linee guida in comportamenti pratici per i pazienti – spiega Walter Marrocco, direttore della Scuola nazionale di medicina degli stili di vita Fimmg-Metis - Sembra che l’evidenza scientifica sia inconciliabile con la vita quotidiana. Per poter dunque conciliare la cultura scientifica con la cultura dell’uomo e delle sue tradizioni si deve oggi partire dagli stili di vita dettati dalla scienza per arrivare alla riscoperta degli stili di vita dell’uomo, che spesso non sono in contrasto con i primi e che possono invece essere riscoperti e valorizzati”. “Il medico di medicina generale si trova a gestire prevalentemente patologie croniche in una popolazione sempre più anziana – afferma il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - Prendersi cura della persona presuppone un approccio complesso con il paziente, che tende ad avere sempre più soddisfatte le proprie aspettative di qualità della vita. L'obiettivo principale di una migliore qualità di vita si realizza attraverso la prevenzione delle malattie ad alta prevalenza ed incidenza come le patologie cardio-cerebro-vascolari, osteo-articolari e metaboliche, agendo fondamentalmente sugli stili di vita errati per modificarli, primi fra tutti alimentazione e attività fisica”. Per Milillo: “Agire sui comportamenti errati significa promuovere sani stili di vita e ciò è tanto più difficile quanto più non si cura la comunicazione nel senso più completo del termine, in particolare tra medico e paziente, specie se anziano. Fimmg-Metis, già sensibili a queste tematiche, hanno da tempo perseguito esperienze che si sono concretizzate nella Scuola nazionale di medicina degli stili di vita per sviluppare anche un percorso formativo che, creando strumenti e metodi specifici, vada a far crescere nella medicina generale la cultura della promozione dei buoni stili di vita che passi attraverso l’ottimizzazione della comunicazione come relazione”. Uno stile di vita sano è ad esempio fondamentale per le malattie reumatiche croniche. “Nella terapia delle malattie reumatiche è importante adottare corretti stili di vita per cui diventa fondamentale il ruolo del medico di medicina generale nell’informazione ed educazione del paziente e nel consigliare gli interventi non farmacologici per il controllo della malattia, quali la dieta, l’esercizio fisico e la terapia occupazionale – spiega Daniela Livadiotti, medico di famiglia della Scuola nazionale di medicina degli stili di vita Fimmg- Metis – La cosa più importante da fare è mantenere un giusto peso corporeo per non sovraccaricare le articolazioni, ma alcuni studi hanno dimostrato che l’alimentazione è uno dei fattori che influenzano l’evoluzione delle malattie reumatiche, in particolare dell’artrite reumatoide. Per influire positivamente sui processi infiammatori si deve limitare l’apporto di sostanze nutritive che favoriscono il processo infiammatorio, mentre deve essere incrementato l’apporto di sostanze antinfiammatorie e protettive. Bisogna affiancare inoltre un programma intensivo di esercizi per la funzionalità muscolare e la capacità aerobica da seguire in collaborazione con il fisioterapista”.




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