
''Ormai - ha aggiunto - abbiamo farmaci registrati da anni e male, con risultati modesti''. Per esempio, per un farmaco utilizzato da tempo per curare il tumore del polmone, ''si e' capito solo adesso che e' estremamente efficace per I tumori del polmone che hanno la mutazione del gene Egfr, che corrispondono al 15% dei casi. Ci sono voluti 6-7 anni per capirlo''. In questa prospettiva e' nato, piu' o meno spontaneamente in tutto il mondo, una sorta di Progetto genoma dei tumori, alcuni rami del quale sono attivi anche in Italia. L'obiettivo e' costruire banche dati in cui immagazzinare tutto cio' che si scopre sulle mutazioni, ognuna delle quali puo' diventare un possibile bersaglio di future terapie. ''Stiamo organizzando una rete per le mutazioni del tumore del polmone'', ha detto l'oncologo Giorgio Scagliotti, dell'universita' di Torino. Quanto sia importante tenere d'occhio le mutazioni lo hanno confermato piu' studi presentati nel congresso dell'Asco. Per esempio, a soli tre anni dalla sua scoperta, un'alterazione genetica caratteristica di una forma di tumore del polmone che colpisce i non fumatori e' gia' diventata bersaglio di un potenziale farmaco che si sta sperimentando sull'uomo. Uno studio italiano, coordinato da Giuseppe Curigliano, dell'Istituto Europeodi Oncologia (Ieo) dimostra che nel 15% dei casi il tumore del seno cambia fisionomia dallo stadio primitivo fino allo sviluppo delle metastasi.




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