In seguito a domanda di licenza presentata nel gennaio 2009 da Amgen (azienda all’avanguardia nella biotecnologia dal 1980) all’Unione Europea, l’agenzia europea EMEA ha approvato il Denosumab (Prolia) per la terapia delle donne con osteoporosi post-menopausale e ad aumentato rischio di fratture e per la terapia della perdita di massa ossea in pazienti sottoposti a terapia antiandrogena a causa di tumore alla prostata. L’autorizzazione europea del Denosumab, valida in 27 Stati membri dell’Unione Europea oltre a Norvegia, l’Islanda e Liechtenstein dopo giudizio favorevole da parte del “Comitato europeo per i medicinali per uso umano” (CHMP), costituisce un risultato importante della medicina per i pazienti affetti da patologie caratterizzate da perdita ossea e si pone come valida alternativa ai trattamenti attualmente disponibili.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che colpisce circa 200 milioni di persone in tutto il mondo con un forte impatto su morbilità e su mortalità. In Europa, il 24% delle donne e il 33% degli uomini muore entro 1 anno da una frattura all’anca. Tra i pazienti che sopravvivono, circa il 40% sono incapaci di camminare in maniera autonoma e fino all’80% non sono completamente in grado di svolgere le attività fondamentali della vita quotidiana. Di conseguenza, circa un terzo di questi pazienti vive in centri di assistenza negli anni successivi alla frattura. Il dolore, la disabilità e la perdita d’indipendenza associate all’osteoporosi colpiscono anche il benessere mentale delle persone riducendone la qualità di vita. Da non sottovalutare, poi, l’aspetto economico: i costi economici e sociali associati alle cure dei pazienti continuano a crescere; per questi motivi l’OMS ha identificato la patologia come una priorità sanitaria a livello mondiale. Il carcinoma prostatico rappresenta la forma più comune di cancro negli uomini in Europa. I pazienti che soffrono di questa neoplasia vengono sottoposti frequentemente a terapia di deprivazione ormonale (ADT) andando incontro ad una perdita ossea accelerata e ad un rischio aumentato di fratture.
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