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Trapianti, prelevato organo a cuore fermo

Medicina Generale

A darne notizia sono gli stessi medici del Policlinico. Il rene prelevato con questa nuova e complessa procedura è stato trapiantato in un uomo di 57 anni in dialisi da oltre tre anni, che è attualmente ricoverato presso l'Unità di nefrologia, dialisi e trapianti del San Matteo in buone condizioni generali. ''Fino a ieri - spiega Paolo Geraci, responsabile del Centro di coordinamento donazioni e trapianti del San Matteo - quando si fermava un cuore, in presenza di volontà di assenso da parte del soggetto, venivano generalmente prelevati cornee e tessuti ma nessun organo''. Con il nuovo metodo, invece, è possibile espiantare anche organi, grazie a una serie di procedure che riducono al minimo gli effetti dell'ischemia dovuta all'arresto del cuore. Il prelievo a cuore non battente, secondo i medici pavesi, potrebbe venire in aiuto dei numerosi pazienti in lista di attesa per il trapianto. Lo sostiene anche il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa, che ricorda come la nuova procedura sia in grado di generare un incremento degli organi disponibili fino a 150-200 unità, e un aumento dell'attività di trapianto fino al 3-5% del totale. ''Il valore del risultato raggiunto dal San Matteo - afferma Nanni Costa - è comprensibile se valutato alla luce degli ostacoli da superare per raggiungerlo: la morte per arresto cardiaco prolungato per almeno 20 minuti e accertata con elettrocardiogramma, oltre alla morte del cervello, produce un danno ischemico agli organi che in condizioni normali non potrebbero essere utilizzati per il trapianto. Per limitare al massimo questo danno occorre procedere al prelievo e alla verifica dell'idoneità dell'organo in tempi strettissimi. Questo significa poter contare su una macchina organizzativa assolutamente efficiente - conclude - in cui tutte le diverse unità operative lavorano in completa sinergia e puntualità per vincere la battaglia contro il tempo''.

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