Speciali "piattaforme" che si basano sull'impiego di cellule staminali simil-embrionali, e test che possono essere utilizzati nelle fasi precoci dello sviluppo di un farmaco, per comprenderne efficacia e tossicità. E' solo una delle novità della ricerca sulle cellule staminali di cui si è parlato, al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) che si è svolto in questi giorni a Roma. Secondo Gianluigi Condorelli, direttore del dipartimento di medicina del Cnr, "oggi possiamo prendere cellule della cute, metterci dentro pochi geni e far diventare queste cellule simil-embrionali. Non sono staminali embrionali vere e proprie, quindi superiamo anche eventuali questioni etiche, ma sono cellule comunque attendibili. In questo modo si possono studiare le cellule di uno stesso individuo e si può anche testare un farmaco. Oggi sappiamo che una sostanza è tossica solo dopo averla iniettata su un paziente".
Un percorso che si potrebbe in futuro evitare. "Se prendiamo le cellule della cute e le facciamo diventare simil-embrionali - conclude l'esperto - possiamo infatti scoprire come agisce il farmaco con il resto del corpo. Questa nuova frontiera permetterà quindi anche di migliorare gli studi sulla tossicità ed efficacia del farmaco". All'incontro era presente anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio, che si è detto vicino al mondo della ricerca sulle cellule staminali. "Abbiamo un grandissimo interesse - spiega -testimoniato dal bando che abbiamo emesso l'anno scorso. Crediamo che le cellule staminali siano una delle grandi soluzioni per tantissimi problemi. In particolare siamo molto interessati alle cellule staminali adulte, sulle quali alcuni centri italiani lavorano molto intensamente. Daremo 100 milioni di euro per la ricerca - conclude - nella quale rientra anche quelli sulle cellule staminali".
Fonte: Adnkronos
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