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Farmaci generici, analisi della bioequivalenza

Farmaci

A norma di legge il farmaco generico/equivalente è un prodotto che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa in principi attivi e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento nonché una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità. Grazie ai controlli di bioequivalenza e di qualità imposti dalla legislazione vigente, i profili farmacologici di un farmaco generico risultano essere sovrapponibili a quelli del corrispondente farmaco originatore (brand name). Il farmaco con brevetto scaduto costituisce un’alternativa efficace ed economica rispetto ai medicinali della stessa classe ma ancora soggetti a tutela brevettuale. Ad esempio, lisinopril e ramipril, nifedipina e amlodipina, pravastatina e simvastatina, lansoprazolo e omeprazololo non hanno certo caratteristiche di efficacia e sicurezza inferiori rispetto ad altri ACE inibitori, calcio-antagonisti, statine o inibitori di pompa. Sarebbe utile, dato il notevole utilizzo di queste molecole negli anni della protezione brevettuale, che il loro impiego si incrementi nel tempo, perché la vita di un farmaco deve proseguire fintanto che non risulti superato in termini di efficacia e sicurezza. Ricordiamo che, mentre di un nuovo farmaco conosciamo i benefici solo su outcome surrogati, di quelli in commercio da anni conosciamo anche i benefici su outcome primari e sulla loro sicurezza d’uso. In Italia le cose sono più complicate perché la strategia del comarketing ha fatto si che la stessa molecola fosse commercializzata in concessione brevettuale da varie industrie, con diversi nomi di fantasia. Sono i cosiddetti farmaci “copia”, per i quali è importante sottolineare che, in assenza della documentazione di bioequivalenza, è tutt’altro che scontata l’equivalenza terapeutica con l’originatore. Una non corretta informazione sui farmaci equivalenti porta a ritenere che l’efficacia dei farmaci equivalenti possa oscillare entro un range del ±20%. Ammettere una variabilità dell’intervallo di confidenza del ±20% nel confronto tra le biodisponibilità di due farmaci non significa mai che una compressa può contenere il 20% in più o in meno di principio attivo; questo requisito di variabilità si riferisce esclusivamente al range di oscillazione dell’intervallo di confidenza del rapporto tra le biodisponibilità medie dei due farmaci in confronto. Tale intervallo è stato scelto dalle Agenzie Regolatorie internazionali: Food and Drug Administration (FDA), European Medicines Agency (EMEA) e Australian Regulatory Guidelines for Prescription Medicines (ARGPM) ed è della stessa portata di quanto si può riscontrare tra lotti diversi dello stesso farmaco brand-name (originatore), tra diversi individui trattati con lo stesso farmaco e nello stesso individuo che assume il farmaco in condizioni diverse.

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Tecnicamente si confrontano i parametri farmacocinetici principali (AUC e Cmax), sia come media, sia come variazione delle singole misure e si va a verificare se gli intervalli di confidenza al 90% (IC  90%) dei quozienti della media delle AUC e delle Cmax del farmaco originatore e dell’equivalente da testare, rientrino nel limite prefissato del ± 20% rispetto al rapporto tra le biodisponibilità, tutto ciò equivale ad un limite da 0,8 a 1,25 in scala logaritmica. In studi pubblicati (JAMA 1999;282:1995) la differenza media osservata tra farmaci di riferimento e rispettivi equivalenti era del 3,5% ed in uno studio pubblicato nel 2004 su 5000 generici (J Pharm Pract Res 2004;34:165-200) non si è trovato nessun caso di insuccesso terapeutico o di tossicità attribuibile a differenze di biodisponibilità rispetto ai farmaci comparatori. Non è ragionevole quindi l’affermazione che è possibile una variazione  tra biodisponibilità media fino al 40% (come scarto compreso tra -20 a +20%) tra due prodotti equivalenti che si sono confrontati separatamente con il farmaco originatore, considerando che uno sia al limite superiore ed uno al limite inferiore del  range, oppure la convinzione che i farmaci equivalenti possono avere un’efficacia fino al 20% inferiore. Ciò non toglie però che la bioequivalenza è garantita solo tra un generico ed il suo originatore, ma non necessariamente tra due generici diversi, se non sono stati preventivamente testati tra loro. La problematica relativa alla bioequivalenza riguarda anche i prodotti originali dato che gli studi precommercializzazione sono eseguiti di solito con formulazioni del prodotto farmaceutico diverse da quelle successivamente introdotte sul mercato e spesso le aziende produttive modificano il procedimento industriale di produzione. Anche in tutte queste circostanze si applicano le regole che sono richieste per valutare la bioequivalenza di un prodotto generico. Per il gruppo Generici, pro o contro, clicchi qui.

Farmaci
Commenti
SF
Serena Fittante
Purtroppo le nostre esperienze personali ci segnano molto di piu' di quello che leggiamo o sentiamo raccontare ed io ho avuto la sfortuna di operare in una realta' molto simile a quella che ogni tanto assurge agli onori delle cronache per condotte poco edificanti tra farmacie e medici.In questi casi non c'è molta scelta:o si sta al gioco o si diventa subito un nemico che minaccia il sereno preseguimento degli affari.In poco tempo attorno a me e mio marito è stata fatta terra bruciata finchè è diventato impossibile resistere e abbiamo abbandonato i nostri pazienti ,la nostra vita e la nostra casa per trasferirci in un altro comune anzi in un'altra provincia e ricominciare da ZERO. Sono passati molti anni da allora ma le ferite molto profonde non si chiudono mai e mi accorgo di essere ancora prevenuta verso la categoria in questione per tutte le cose che ho visto e subito e cio' non è giusto per cui mi scuso con i farmacisti onesti per le mie parole troppo veementi e non mi scuso con i disonesti che vincono sempre ( del resto i buoni vincono solo nelle favole...)
Rispondi
29/07/2010 23:28
LC
Luigi Casadei
Dal Prof. Garattini mi aspettavo qualche considerazione scientifica nel merito. Vorrei invece chiedergli se gli sembrano abbastanza Europei - per i suoi standard - il comportamento e le parole del sig. Foresti. Per quanto concerne la collega Serena Fittante, le esprimo la mia totale solidarietà: chi parla di querele (QUERELA PENALE... è quanto di più volgare, minaccioso e scurrile io abbia mai letto in queste pagine) si calmi. Altrimenti per quello che è stato detto e fatto nei confronti dei MMG, dovremmo solo parlare tramite i nostri legali. Di nuovo ii miei complimenti alla redazione di Merqurio, per aver affrontato un altro tema veramente caldo. Una considerazione: il rincorrersi degli aggiornamenti, a volte ferma un discorso che si faceva interessante e sbriciola i ragionamenti dei partecipanti alla discussione, facendoli ruzzolare spesso al punto di partenza, e impedendo la loro evoluzione e conclusioni costruttive. Propongo infine che chiunque scriva qualifichi il suo ruolo, onde evitare facili malintesi. Sono un MMG (si era capito, vero?)
Rispondi
29/07/2010 21:23
VB
Vincenzo Basso
Io credo che quanto affermato dal Dr. Bologni sia la norma ed il modo corretto. Ma, come sempre, vi è modo di comportarsi diversamente attraverso canali che non sono quelli canonici. E le pecore nere esistono. Nel raggio di 500 metri attorno al mio studio ho contato ben NOVE Farmacie. Solamente con TRE ho buoni rapporti. Sono in atteggiamento di diplomatica indifferenza/insofferenza con gli altri, vuoi per motivi tecnico/amministrativo, vuoi per poco rispetto, vuoi per altri motivi. Sarò un orso, un donchisciotte, un puro, ma qualcuno dice che sono uno ...... antpatico (ho deciso di evitare lo scurrile). E' ovvio che sono portato a generalizzare, e me ne dolgo perchè finisco per non essere obbiettivo. In generale reputo chelo stesso avvenga a tanti altri colleghi e agli amici Farmacisti. Il paradosso sapete quale è? E' una "guerra tra poveri". Il problema c'è e non solo per i generici e coinvolge medici e farmacisti, corretti e distratti, ma nasce da ben altre fonti, più in alto, molto più in alto. E fa comodo a quelli là scaricare tutto sulle spalle dei più impegnati a lavorare sul campo.
Rispondi
29/07/2010 14:59
T(
Titolare farmacia DELLA NAVE DEL DR. BOLOGNI GHERARDO (Sede)
Per Serena Fittante, proprio perchè già ci sono i politici che spesso decidono su questioni che non conoscono bene, evitiamo polemiche con categorie che spesso hanno problemi non poi così diversi. La maggior parte delle farmacie ha per ogni molecola dalle 2-3 alle 8 marche di generici che acquista allo stesso sconto imposto dalla legge (quindi per noi indifferenti ma con grandi problemi di magazziono per spazio e costi) e questo per cercare di rispettare per quanto possibile la marca di generico prescitta dal medico (ricorrendo alla sostituzione solo quando prescritto l'ennesimo generico o farmaco copia raro). Io su alcuni generici sono scettico (carbamazepina propanololo ...) ma sono obbligato a proporli per legge e potrei evitarlo (evitando anche le sue polemiche) se il medico usasse un suo diritto spesso dimenticato, scrivendo sic volo. Se ha trovato farmacisti che avevano solo marche non buone, eviti quella farmacia, ma ha anche il dovere morale e legale di segnalare per quali elementi quel generico è peggio di quello da lei prescitto. Auspico che ci sia un vero controllo e selezione delle marche veramente buone così il problema è risolto (e magari meno marche da trattare) e chiedo più rispetto per la mia categoria come io rispetto i tanti amici medici con cui ho occasione di avere a che fare.
Rispondi
28/07/2010 23:39
SF
Serena Fittante
Sai che c'è , caro collega Silvano? Io , come la maggior parte di noi credo , sono arrivata alla MG dopo anni di gavetta durissima, 10 anni di guardia medica svolta quando non esisteva il 118 e passavi le notti sull'ambulanza verso l'ospedale che era a 40 km , medico penitenziario,guardie turistiche,vaccinazioni,visite fiscali,medico scolastico e ogni altra attivita' che ti poteva consentire di sopravvivere e mantenere i figli.Adesso, a trent'anni dalla laurea e dopo una vita di sacrifici dover sentire che ogni giorno si alza qualcuno ( che sia brunetta o chi per lui) per rovesciarti addosso la sua dose di insulti alla tua professionalita' e alla tua intelligenza ( oggi sei il medico compiacente che fa certificati falsi,domani sei il medico che fa comparaggio e non prescrive i generici,dopodomani sei il medico sprecone di soldi ASL che non sa fare il suo mestiere...) non lo sopporto piu' perche' questo è il lavoro che amo e che ho desiderato fare da quando mi sono iscritta a Medicina e lo faccio al meglio delle mie possibilita' ( e inoltre a 55 anni vado in giro ancora con una Panda ...)
28/07/2010 14:49

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