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Pubblicati i dati dello Studio Isbem: crescita del numero dei ricoveri in Italia per infarto. Oltre 118.000 in un anno

Sanità pubblica

Il maggior numero di ricoveri per infarto si registrava negli uomini tra i 45 e i 64 anni (29.900 casi nel 2005) e nelle donne oltre i 75 anni di età (26.500 casi). In quest'ultima fascia di età si registra il sorpasso dei ricoveri delle donne sugli uomini che nel 2005 si fermavano a 24.000. L'incremento dei ricoveri per infarto, dal 2001 al 2005, si è riscontrato soprattutto nelle donne in tutte le fasce di età, con punte di notevole aumento (+36%) nelle donne ultrasettantacinquenni. Fa impressione il fatto che, a fronte di un modesto aumento (+8%) negli uomini, ci sia un balzo in avanti marcatissimo (+22%) nelle donne più giovani esaminate, cioè quelle in un'età compresa tra 45 e 64 anni". Secondo Alessandro Distante, direttore scientifico dell'Isbem, "l'incremento così rapido e significativo dei ricoveri per infarto nelle donne più giovani potrebbe essere la prima conseguenza visibile e tangibile del radicale cambiamento dello stile di vita delle donne negli ultimi 40 anni, in cui la loro esposizione a fattori di rischio cardiovascolare, come il fumo di sigaretta, è cresciuta notevolmente". Distante fa notare che nello stesso studio emerge che "le donne sopra i 75 anni hanno sorpassato gli uomini, essendo a quell'età venuto meno già da tempo l'effetto protettivo di cui godono prima della menopausa. In un Paese come l'Italia, in cui si può essere orgogliosi dell'aumento di anziani e in particolare di donne anziane, questo dato deve far riflettere non solo i medici e i ricercatori, ma anche i decisori politici e gli amministratori, per non trovarsi poi impreparati a dare le risposte adeguate al bisogno di cure". Dallo studio emerge anche un'altra informazione importante: la prevenzione dell'infarto non è un problema principalmente maschile. ''Bisognerà fare molto per proteggere sempre più e meglio i pazienti di sesso femminile - dice Distante - a partire dalle quarantenni e cinquantenni, nelle quali si è rivelata massima la forbice in termini di incremento percentuale rispetto agli uomini''. Infine, la ricerca evidenzia circa i costi di ricoveri e trattamenti ospedalieri degli infarti (angioplastiche e bypass compresi): nei 5 anni esaminati in Italia si registra un aumento di spesa, passando dai 305 milioni di euro del 2001 ai 370 milioni del 2005. In crescita anche i costi della riabilitazione post-infarto che vanno da 349 (2001) a 424 milioni di euro (2005). ''Bisogna ricordare - commenta Angelo Baggiani del dipartimento di Patologia sperimentale, biotecnologie mediche, infettivologia ed epidemiologia dell'università di Pisa - che una quota di pazienti muore prima di raggiungere l'ospedale. Pertanto, se la spesa annua per gli infarti acuti del miocardio che giungono a ricovero ospedaliero ammontava a 800 milioni nel 2005 (costo medio di 3.115 euro a paziente), è verosimile che oggi tale spesa abbia superato il miliardo di euro per anno. E non è poco, viste le scarse risorse disponibili. Di fatto, i dati analizzati dall'Isbem inducono a parecchie riflessioni e incuriosiscono per ciò che potrà emergere nel quinquennio fra il 2006 e il 2010''.

Fonte: Ageing Clinical Experimental Research

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