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Automedicazione, è boom tra gli italiani

Medicina Generale

Questi alcuni dati presentati ieri dal direttore del Dipartimento Ricerche alla Salute Gdk Eurisko, dottoressa Isabella Cecchini, intervenendo al 65esimo Congresso Fimmg-Metis a Santa Margherita di Pula. Il medico di famiglia è la figura a cui gli italiani si affidano per scegliere la prima volta un farmaco da automedicazione (dal 40%) seguono amici e parenti (18%), il farmacista (18%) e la pubblicità (12%). Per il 78% dei cittadini questi farmaci sono molto o abbastanza utili e per il 79% sono in grado di eliminare il dolore e restituire il benessere. Il 71% è interessato a ricevere maggiori informazioni su questi farmaci. "Per i cittadini l'automedicazione non è un fare da soli, perché il medico di famiglia rimane il primo referente per imparare a curarsi - spiega Cecchini -. Non c'è contrapposizione: il medico da' i consigli e successivamente c'è l'autogestione". "Il medico di famiglia è il punto di riferimento e deve continuare a esserlo - spiega Aldo Lupo, medico di famiglia Fimmg - dobbiamo fare un investimento per il futuro nel campo dell'automedicazione. Dobbiamo guidare i nostri pazienti, soprattutto i giovani, insegnando loro a curarsi da soli, per due o tre giorni, con farmaci da banco, se hanno piccoli disturbi facilmente riconoscibili. Naturalmente bisogna delimitare il campo di autonomia, in modo da garantire la sicurezza del paziente". In aumento tra i cittadini l'attenzione alla salute. Oltre 5 milioni in più di italiani negli ultimi 10 anni mostrano comportamenti attivi e progettuali. In crescita soprattutto i "nuovi" anziani (dai 65 ai 74 anni) e gli uomini che sono tradizionalmente più disattenti. In 10 anni scende del 6% chi aspetta che un disturbo passi da solo (dal 55% del 2000 al 49% del 2010) mentre sale dell'8% la popolazione che fa controlli periodici (dal 36% al 44%). Aumenta del 10% in 10 anni il numero di anziani (dai 65 ai 74) che fa controlli periodici e del 5% chi segue un'alimentazione controllata. Anche gli uomini sono diventati più attenti alla salute. Il 14% in più in 10 anni fa controlli periodici e il 5% in più segue un'alimentazione controllata e fa il possibile per avere un fisico efficiente. "Sul fronte della cultura alla prevenzione si sono fatti negli ultimi 10 anni numerosi passi in avanti, ma siamo ancora lontani dal traguardo - afferma Isabella Cecchini -. Il merito è sicuramente delle campagne d'informazione ma anche del ruolo attivo dei medici di famiglia che dovrà aumentare sempre di più. Il medico non è più visto solo come il dottore da cui andarsi a curare, ma anche ma anche come referente importante per controlli e prevenzione". Per commentare clicchi qui.

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