
Lo studio è stato presentato nella sede del Crob che, nello scorso mese di marzo, ha ricevuto dal Ministero della Sanità il riconoscimento di Istituto per la ricerca e la cura a carattere scientifico (Irccs). ''Lo studio - ha spiegato il direttore scientifico, Marco Salvatore - rappresenta un importante esempio di 'chemioprevenzione' in pazienti ematologici e costituisce un possibile modello di ricerca translazionale, cioè a partire dalla ricerca di base per giungere alla pratica clinica''. Il dottor Pellegrino Musto - il quale ha diretto la ricerca, che ha visto coinvolti dieci istituti di ematologia - ha evidenziato che ''lo studio ha interessato per un anno circa 160 pazienti e ha chiarito quali siano le possibilità terapeutiche dell'uso dell'acido zoledronico nel mieloma asintomatico indicandone la buona tollerabilità e la sostanziale mancanza di effetti collaterali''. Inoltre, ''dai risultati - ha aggiunto Musto - è emerso che l'uso di zoledronato è stato in grado di diminuire, in misura statisticamente significativa, la probabilità di interessamento osseo al momento della progressione del mieloma: insomma, in caso di utilizzo vi sarebbe un miglioramento della qualità della vita per il paziente afflitto da questo tipo di tumore. E' nostra intenzione - ha concluso Musto - allungare lo studio fino a due anni, così da verificare gli eventuali ulteriori benefici per i pazienti''.




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