
Gli scienziati dell'ateneo di San Diego, con i colleghi dell'università della Pennsylvania, sono andati oltre. Hanno messo in coltura staminali pluripotenti indotte (Ips) ricavate dai fibroblasti dei pazienti con sindrome di Rett e le hanno riprogrammate in modo da generare neuroni. L'equipe ha poi osservato che questi neuroni, a differenza di cellule normali, presentano diversi difetti, segno che i danni prodotti dalla malattia cominciano molto presto. Ma queste alterazioni possono essere riparate, come hanno fatto gli scienziati in topi con sindrome di Rett esposti agli effetti dell'Igf1 (fattore di crescita dell'insulina 1), che potrebbe avere lo stesso risultato anche negli esseri umani con disturbi autistici.
Bibliografia: Marchetto et al., A Model for Neural Development and Treatment of Rett Syndrome Using Human Induced Pluripotent Stem Cells. Cell, Volume 143, Issue 4, 527-539, 12 November 2010




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.