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Farmaci equivalenti: pubblichiamo uno studio sulla loro efficacia

Farmaci equivalenti: pubblichiamo uno studio sulla loro efficacia
Farmaci

Contrariamente a quanto alcuni temono, alla prova dei fatti, la sostituzione di un farmaco griffato con il corrispondente equivalente non sembra influenzare significativamente il livello di aderenza alla terapia da parte dei pazienti. Almeno quando si considerano due farmaci largamente impiegati nell'area cardiovascolare come l'antipertensivo amlodipina e l'anticolesterolemico simvastatina. In entrambi i casi, la riduzione di compliance tipicamente riscontrata sarebbe legata non al tipo di medicinale proposto o al passaggio da una confezione all'altra, ma soprattutto alla necessità di assumere i farmaci per lunghi periodi di tempo e a variabili cliniche e anagrafiche (Mainar SA, Navarro Artieda S. Gaceta Sanitaria, 2010; 24:473-82).  A sgretolare uno dei principali scogli a una più ampia diffusione dei farmaci equivalenti, efficaci e sicuri quanto i branded ma più vantaggiosi sotto il profilo economico per il Servizio sanitario nazionale e i pazienti, è uno studio osservazionale multicentrico spagnolo che ha analizzato retrospettivamente i registri delle prescrizioni mediche ambulatoriali relative a 1.252 pazienti con età media di 72,4 anni (48,9% donne) in terapia con amlodipina (620, 49,5%) o simvastatina (632, 50,5%), selezionati in una popolazione complessiva di 45.869 soggetti ipertesi o dislipidemici dell'area di Badalona (Barcellona, Spagna).  Confrontando l'andamento dei livelli di compliance su un periodo di due anni tra i pazienti trattati continuativamente con un farmaco branded e quelli ai quali era stato proposto il passaggio ad amlodipina o simvastatina equivalenti dopo i primi 12 mesi, si è visto che la riduzione di aderenza rispetto all'inizio della terapia interessava in misura paragonabile le due coorti.

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In particolare, il livello di compliance nel tempo passava dall'84,3 all'81,9% (p=0,031) tra i pazienti che sostituivano amlodipina branded con la versione generica e dall'85,8 all'83,2% nel gruppo di controllo. Per simvastatina le variazioni di aderenza nelle due coorti andavano rispettivamente dall'86,2 all'83,8% (p=0,039) e dall'88,2 all'82,1%.  Analizzando i dati ottenuti con regressione lineare corretta per variabili cliniche e anagrafiche si è osservato, inoltre, che a influenzare l'aderenza generale ai trattamenti erano soprattutto fattori non legati al tipo di farmaco assunto. In particolare: la maggior durata della terapia (OR=1,4; p=0,003), l'età più avanzata (OR=1,1; p=0,008), la copresenza di depressione (OR=1,9; p=0,011) o diabete (OR=1,3; p=0,046) e l'appartenenza al sesso femminile (OR=1,4; p=0,015).  Questi risultati, uniti all'evidenza di una comprovata sovrapponibilità terapeutica (Kesselheim AS et al. JAMA, 2008; 300:2514-26), dovrebbero indurre i medici a proporre con maggior convinzione i farmaci equivalenti in ambito cardiovascolare, in un'ottica di risparmio a fronte di un'efficacia clinica certificata, e a migliorare la fiducia dei pazienti in questi medicinali. Cosa che oggi non sempre avviene: dalle interviste condotte in parallelo allo studio è emerso, infatti, che ben il 73,8% dei medici coinvolti proponevano amlodipina e simvastatina generiche e ben il 78,9% dei pazienti accettava la sostituzione, ma soltanto il 55,3% di essi riteneva di aver ricevuto informazioni adeguate a riguardo. Clicchi qui per commentare.

Farmaci
Commenti
SC
Sergio Cosentino
ormai i farmaci a BREVETTO SCADUTO sono equivalenti anche col prezzo.pertanto la arbitraria sostituzione in farmacia, ora con una marca, ora con un'altra, fa bene solo al farmacista. Ma la cosa che mi chiedo come mai non esistono generici di farmaci a tecnologia evoluta tipo lansoprazolo oro dispersibile, cerotti alla nitroglicerina ecc. Forse ad assogenerici piace produrre facile? Come mai di altri farmaci presenti nella lista di trasparenza a prezzo ridotto (formoterolo ecc.) non si trovano nel ciclo distributivo, costringendo i cittadini a pagare ticket esosi per il prodotto di marca? Allora ad assogenerici piace produrre facile cioè l'aulin e la statina.Pertanto si lanciano solo su prodotti di largo consumo. Allora egregi signori, la prescrizione guadagnatevela con il lavoro senza ipocrisie. Saluti Sergio
Rispondi
24/12/2010 17:24
AN
Antonio Nuzzi
Consentitemi una piccola osservazione maligna: se l'età media dei pazienti era di 72,4 anni, non può essere che più di qualcuno tra loro era già un po' rincoglionito di suo per via dell'età e che, di conseguenza la sua attendibilità va a farsi benedire? Antonio Nuzzi.
Rispondi
23/12/2010 19:46
AF
Antonio Farina
Finchè la differenza la paga il cittadino, per le finanze pubbliche dovrebbe essere del tutto ininfluente l'uso o meno del generico. L'insistenza pubblica è dal punto di vista scientifico incomprensibile. Altrettanto assurdo è che non venga chiaramente evidenziata la diversa quantità di farmaco attivo sulle singole confezioni:il concetto di equivalente è meglio lasciarlo perdere: Altrimenti, anche un infermiere può essere equivalente ad un medico, e così via.
Rispondi
23/12/2010 18:09
AR
Antonio Romeo Riboldi
CI si domanda se esista un lavoro REALIZZATO -PUBBLICATO DAL MIN ISTERO SANITA AD USO DI NOI OPERATORI SANITARI FATTO A CAMPIONE SU UN GRUPPO DI MOLECOLE GENERICHE IN CUI SI EVIDENZIA IN MODO CHIARO :IL CONTENUTO ,LA PERCENTUALE DELLA SOSTANZA BASE , COMPONENTI DEGLI ECCIPIENTI ACCESSORI ECT- ALLORA FINALMENTE IL MEDICO POTRA DECIDERE-TRA LE VARIE DITTE PRODRUTTRICE DI GENERICI .FINO AL QUEL MOMENTO SONO CAUTO : C'E DIFFERENZA DI PREZZO PERFINO TRA LE VARIE BENZINE . DIPENDE DA % OTTANI !!!! O NO ?
Rispondi
23/12/2010 12:15
LC
Luigi Casadei
Ha ragione Il collega Cavagna: la cosa più assurda è che anche il BIF-bollettino di Informazione sui farmaci (AIFA) citando una sola indagine, pretendeva di dare per acquisito che tutti i farmaci Equivalenti erano da considerare alla pari con i Branded. Peccato che lo studio in questione riguardasse solo i farmaci cardiovascolari. Si tratta dell’unico lavoro che continua a circolare ed è lo stesso sopracitato di Kesselheim, pubblicato da Jama nel 2008. Per il resto, silenzio assoluto: nessuno è stato in grado di rispondere alle mie sollecitazioni, volte a ottenere informazioni provate. Tornando alla madre di tutte le ricerche pubblicate (trascuro lo studio spagnolo...) gli stessi Autori (Kesselheim e al.) evidenziano che l’equivalenza clinica viene dimostrata per beta bloccanti, calcioantagonisti e statine. Per altre famiglie (diuretici, ace-inibitori, ecc) risulta difficile trarre conclusioni nette a causa del numero esiguo di studi disponibili. Questa ricerca infatti è stata eseguita sulla base della letteratura disponibile e gli stessi Autori ne riconoscono i limiti affermando che le popolazioni studiate erano sovente di scarsa consistenza numerica e/o costituite da giovani sani; solo poche ricerche fra quelle considerate avevano esaminato pazienti che assumevano più farmaci; i periodi di osservazione infine erano spesso brevi. Alcuni commentatori hanno in seguito avanzato dubbi nell’estendere a pazienti anziani il concetto di equivalenza dimostrato per pazienti giovani-sani... Non esiste niente altro. Chissà cosa ne pensa una autorità in materia come il Codacons?
23/12/2010 01:17

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