
Precisa, inoltre, l’Inpdap che ai fini del raggiungimento dell’anzianità contributiva necessaria per l’esercizio della facoltà di cumulo (ai sensi dell’art.1, comma 2, del decreto legislativo 42/2006), sono da valutare anche i periodi contributivi maturati in ambito U.E.. I periodi esteri debbono essere conteggiati a prescindere dal limite di tre anni, il quale è da considerare esclusivamente per la contribuzione nazionale, rispettando invece il minimale contributivo per l’accesso alla totalizzazione in regime internazionale, che è di un anno secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria.




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