
"Non vedo timori per i cittadini - sottolinea Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva - perche' nel caso le Regioni non varassero sin da subito i loro piani i tempi massimi di attesa rimarrebbero quelli previsti dal piano nazionale, che sono comunque buoni". A lavorare negli ospedali, negli ambulatori e nelle Asl del Servizio sanitario nazionale sono 734.183 operatori. Di questi, 119.369 sono dirigenti medici e 290.278 sono invece infermieri. E' la fotografia scattata dal Conto annuale 2009 della Ragioneria generale dello Stato - il rapporto che ogni anno registra numero, caratteristiche e costi del personale pubblico italiano - analizzato dal Centro studi della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e pubblicato sul proprio sito web. Sul totale del personale, quelli con contratti a tempo indeterminato rappresentano la maggioranza con 693.730 unità, contro le 40.453 unità con rapporti di lavoro flessibili e quindi precari (tempo determinato, interinali, lavori socialmente utili, formazione lavoro e telelavoro). La dirigenza (sia a tempo indeterminato che a rapporto flessibile) con i suoi diversi profili (medici e odontoiatri, veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi, infermieri, tecnici e amministrativi non sanitari) conta 157.807 unita' a fronte dei 585.377 addetti non dirigenti. La categoria più numerosa della dirigenza (considerando sempre tutti i tipi di contratto) è quella medica con 119.369 unità, seguita dai veterinari con 5.909 addetti e poi dal complesso della dirigenza non medica che conta 21.861 unità. Gli infermieri, invece, con 290.278 unità è la categoria più numerosa tra i non dirigenti. Entrando nello specifico dell'analisi per il 2009, per quanto riguarda i medici sono 112.861 quelli con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ai quali si aggiungono 6.508 unità con rapporti di lavoro flessibili. Le donne medico sono 45.640, pari al 38% del totale, ma la quota rosa raggiunge oltre il 90% tra i medici in part-time (903 su 985), il 57% per i medici a tempo determinato (3.




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