
Peraltro, aggiunge, 'in gran parte le disfunzioni nascono per il mancato coinvolgimento dei medici di famiglia nella programmazione'. Ma 'se un paziente aspetta anche 12 ore prima di entrare nel pronto soccorso, se gli accessi annui arrivano a 30 milioni, allora quel comparto va ordinariamente rafforzato e ancor di più straordinariamente aumentando l'organico nel periodo invernale dell'acme dell'influenza'.
'Noi medici di medicina generale - dice ancora Testa - abbiamo dato il massimo, essendo parte attiva della continuità h 24, al fine di perseguire gli obiettivi di salute dei cittadini con il miglior impiego possibile delle risorse, collaborando con gli specialisti, mettendo a disposizione le figure professionali presenti nel nostro settore, guardia medica ed emergenza territoriale e medicina dei servizi'.
Lo Snami, con workshop in tutta Italia, comunque, sta studiando il modo di 'perfezionare con una forte collaborazione tra i medici della medicina generale e di pronto soccorso, atteggiamenti omogenei tra ospedale e territorio'.Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, sull’argomento afferma anch’egli, d’accordo con Testa, che: “la soluzione non è nello scaricabarile. I Medici di medicina generale da tempo si propongono per avviare una organizzazione diversa, ma a parte linee guida ministeriali e pochi finanziamenti, la maggior parte delle Regioni ancora non si è attivata in questa direzione''. E a proposito di vaccinazioni antinfluenzali, Milillo precisa che “nell'ultimo periodo c'è stata ''una piccolissima ripresa delle vaccinazioni'' per effetto delle ''campagne del ministero e nostra'', anche se ''quest'anno la campagna vaccinale ha subito gli inconvenienti che si sanno, perché la gente si è spaventata per la disinformazione dello scorso anno''. “i medici di famiglia – aggiunge Milillo - si sono organizzati, con le proprie risorse'' per far fronte al picco influenzale ''che ancora stiamo aspettando''. L'andamento del virus, ricorda, ''non è prevedibile'', ma ''se il picco fosse previsto più in là sarebbe utile continuare con le campagne di vaccinazione, che ancora potrebbero avere effetto. Ogni giorno siamo in contatto con il ministero per gli aggiornamenti sulle previsioni''. In Italia, il numero di casi di influenza dovuti al virus A/H1N1 è al momento pari a circa il 60-70% del totale, una percentuale comunque inferiore al 2010 quando la quasi totalità dei casi era imputabile all'influenza A.




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