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Antibiotici, è allarme resistenza: Aifa, se ne consumano troppi

Farmaci Redazione DottNet | 02/02/2011 09:32

Il consumo sempre più diffuso e improprio degli antibiotici sta rendendo la popolazione resistente a questa classe di farmaci. A causa dell'azione di sensibilizzazione infatti, alcuni germi patogeni importanti hanno sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano fino al 90%, mentre alcuni ceppi sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili, tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere di non poter disporre più di alcun farmaco per combattere le infezioni. A lanciare l'allarme è l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che insieme all'Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute ha avviato una campagna di sensibilizzazione sull'uso responsabile degli antibiotici. Le cause dell'antibioticoresistenza sono varie.

Tra queste certamente vi è un uso eccessivo e non appropriato degli antibiotici, in particolare nei Paesi ricchi, dove spesso sono adoperati per malattie virali, come influenza e raffreddore, su cui questi farmaci sono inefficaci. Il tutto con pesanti ricadute sulla salute individuale e sulla sanità pubblica. Il trattamento di un'infezione causata da un germe antibiotico-resistente è infatti più difficile, costoso e non assicura la guarigione. Senza contare che l'insorgenza di antibiotico-resistenza non riguarda solo il soggetto che prende l'antibiotico, ma si diffonde nella comunità. I batteri non conoscono barriere, e quindi se diventano resistenti in un individuo, si diffondono tra individui diversi e nell'ambiente, trasformandosi in un problema di sanità pubblica.

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La causa più frequente di prescrizione dei farmaci antibiotici è rappresentata dalle infezioni delle vie respiratorie (60%), seguita da quelle del sistema urinario (9%), dell'orecchio (6%) e del cavo orale (6%). In particolare, tra le infezioni delle vie respiratorie la bronchite è la causa più frequente di prescrizione, seguita da faringite, tonsillite e influenza. L'invito dell'Aifa è quindi di ridurre l'assunzione degli antibiotici ai casi di effettiva necessità, senza ricorrere all'automedicazione e attenendosi soltanto alle prescrizioni del medico. Clicchi qui per partecipare al poll.

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