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Certificati online, Fazio ottimista sugli esiti del prossimo incontro tra sindacati e Brunetta. Anaao: crescono i disagi nei pronto soccorso

Sindacato

 C’è da rilevare, comunque, che le difficoltà aumentano: anche dalla evoluta Lombardia arrivano a Dottnet segnali di buchi nel sistema, buchi che provocano disagi ai pazienti e ai medici che vedono allungarsi le file negli studi. Eppure dal ministero dell’Innovazione continuano ad arrivare dati più che ottimistici sulla costante crescita dei certificati inviati in via telematica. Lunedì 7 febbraio  "Sono stati trasmessi online all'Inps 140.964 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati, con un incremento del 34% rispetto allo scorso lunedì. A livello regionale gli invii odierni sono così distribuiti: 22.051 in Lombardia, 17.192 in Lazio, 15.463 in Veneto, 12.000 in Emilia Romagna, 11.477 in Sicilia, 10.449 in Campania, 9.595 in Piemonte, 8.434 in Toscana, 7.734 in Puglia, 5.525 in Calabria, 3.603 in Marche, 2.968 in Liguria, 2.831 in Sardegna, 2.693 in Abruzzo, 2.486 in Friuli Venezia Giulia, 1.999 in Umbria, 1.484 in Provincia di Trento, 1.302 in Provincia di Bolzano, 940 in Basilicata, 480 in Molise, 258 in Valle d'Aosta", affermano i tecnici dell’Inps.  Dalla data di attivazione della nuova procedura "il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 4.318.398 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.337.382 in Lombardia, 588.546 in Lazio, 380.853 in Veneto, 294.504 in Emilia Romagna, 285.841 in Sicilia, 262.161 in Campania, 170.989 in Piemonte, 152.384 in Puglia, 142.612 in Toscana, 136.247 in Marche, 113.897 in Calabria, 86.863 in Abruzzo, 67.554 in Provincia di Bolzano, 54.629 in Liguria, 51.911 in Sardegna, 44.621 in Provincia di Trento, 44.541 in Friuli Venezia Giulia, 43.072 in Umbria, 29.553 in Basilicata, 15.405 in Molise, 14.833 in Valle d'Aosta". E da Palazzo Vidoni precisano anche che: "Come annunciato la scorsa settimana dal ministro Renato Brunetta, i medici dispongono di un nuovo servizio per l'invio telematico che consente di risolvere eventuali situazioni di digital divide, quali l'indisponibilità di banda larga in alcune aree territoriali oppure l'impossibilità temporanea di usare un computer. L'Inps ha infatti messo a disposizione dei medici il numero verde 800180919 tramite il quale, previa identificazione, è possibile trasmettere con una semplice telefonata il certificato medico". Disagi e difficoltà anche negli ospedali: "Il Governo non ha a cuore le strutture di pronto soccorso che, in tutto il Paese, giorno e notte, assicurano, con grande sacrificio degli operatori, il massimo sforzo per tutelare la salute dei cittadini".

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Ad affermarlo è il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, secondo il quale "il pronto soccorso si è ormai trasformato da luogo per la gestione delle emergenze, la stabilizzazione e il ricovero, in luogo di degenza, in condizioni per lo più precarie". "Ancora una volta - sottolinea Troise in una nota - la cronaca registra i gravi problemi del pronto soccorso, in particolare le lunghissime attese cui sono sottoposti i pazienti per avere la disponibilità di un posto letto. Ogni giorno a Roma circa 500 pazienti rimangono 24 o più ore sulle lettighe, sulle poltrone o sulla scrivania in attesa di un vero posto". Per il numero uno dell'Anaao Assomed, le cause di questo fenomeno "concentrano tutte le criticità del sistema sanitario: gravi carenze di organico (nascoste in parte con assunzioni temporanee o ricorrendo ad 'agenzie private'), taglio di posti letto, specie nelle Regioni sottoposte a piani di rientro, mancanza di alternative sul territorio, aumento delle richieste dei cittadini. Il pronto soccorso - aggiunge - è diventato il servizio sanitario dove si litiga di più, dove fioccano le denunce e più lunghe sono le attese ad alimentare una rabbia che dilaga". Ma i problemi - a detta dei camici bianchi - sono destinati ad aumentare. "Se in questo scenario si cala oggi l'obbligo di certificare l'assenza dal lavoro anche per malattie di lieve entità da parte dell'unica struttura pubblica aperta 24 ore su 24 e di inviare il tutto esclusivamente per via telematica, pena gravi sanzioni per il medico inadempiente, il collasso dell'organizzazione e della sicurezza delle cure - sottolinea Troise - è assicurato". L'Anaao Assomed, conclude il segretario nazionale, "è contraria a caricare di compiti amministrativi, con ulteriore incremento di lavoro, un settore già oltre le soglie di sostenibilità, e addita all'opinione pubblica le condizioni logistiche e di lavoro come prima causa di 'errori' e vera emergenza da affrontare". Clicchi qui per essere informato.

Sindacato
Commenti
LA
Luigi Ambrosio
IL NOSTRO(MMG) VERO PROBLEMA NON E' TANTO L'INVIO TELEMATICO DEL CERTIFICATO,BENSI' IL DINIEGO DA PARTE DI MEDICI DI ALTRE CATEGORIE(DI G.M.,DI P.S.,DI CLINICHE CONVENZIONATE ,SPECIALISTI AMBULATORIALI E LIBERI PROFESSIONISTI)A RILASCIARE CERTIFICATI SECONDO LEGGE.La Convenzione della Medicina Generale recita: "Le certificazioni relative ad assenze dal lavoro connesse o dipendenti da prestazioni sanitarie eseguite da medici diversi da quelli di libera scelta non spettano al medico di fiducia,che non è tenuto alla trascrizione". Questo sgombra definitivamente ogni dubbio sul fatto che il Medico di Famiglia non può e non deve rilasciare certificati relativi ad assenze lavorative dipendenti dall'esecuzione di atti medici eseguiti da altri; è importante far sempre valere la norma sulla responsabilità certificativa al professionista che ne ha l'obbligo, come dispone il Codice Deontologico, che all'articolo 18 recita: "il Medico, richiesto di rilasciare un certificato, deve limitarsi ad attestare i dati obiettivi di competenza tecnica che abbia direttamente constatato, in totale aderenza alla realtà". L'articolo 31, sempre del Codice Deontologico, afferma come il Medico non possa "rifiutarsi di rilasciare direttamente al paziente certificati relativi al suo stato di salute La circolare I.N.P.S. n° 99/96 del 13 maggio 1996 afferma: "La certificazione sanitaria rilasciata, anche su modulario non regolamentare, da medici diversi da quelli di "libera scelta", compresa quella emessa dagli ospedali e dalle strutture di pronto soccorso all'atto della dimissione, è da ritenere valida ai fini dell'erogazione dell'indennità di malattia a condizione che contenga i requisiti sostanziali richiesti (intestazione, nominativo del lavoratore, data, firma, diagnosi e prognosi di incapacità al lavoro) Alla luce di quanto sopra, nel caso un paziente ci presenti un certificato redatto da un altro Medico consultato, redatto sul ricettario personale, o un foglio di dimissione da Ospedale, Clinica o P.S, e ci richieda un certificato di malattia, non dobbiamo far altro che invitarlo a consegnare l'originale all'ente erogatore l'indennità di malattia,magari dopo aver invitato il pz a farsi aggiungere la prognosi con la dicitura di incapacità al lavoro che spessissimo manca, e una fotocopia(coprendo la diagnosi) dello stesso al datore di lavoro.E' BENE SEMPRE RICORDARSI CHE PER NOI MMG E' REATO DI FALSO IDEOLOGICO CERTIFICARE MALATTIE (O PROROGARE UNA PROGNOSI) NON DIRETTAMENTE CONSTATATE IN PRIMA PERSONA, E CHE PER I MEDICI CHE NON VOGLIONO RILASCIARE CERTIGFICATI SI CONFIGURA IL REATO DI OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO.
Rispondi
12/03/2011 11:52
AR
Antonio Romeo Riboldi
il POLITICO DI TURNO TEME CHE ESCANO LE VERITA : NEL NOSTRO CASO E POSSIBILE FAR CONOSCERE IL NON FUNZIONAMENTO DEL CERTIFCATO VIA E MAIL IL NON RISPARMIO ECONOMICO DERIVANTE LA NECESSITA DI UTILIZZO CAL CENTER :CHI LO PAGA??? LI'INQUITA E SPROPORZIONE DELLE SANZIONI A NS CARICO SE NON BASTA PRETENDERE DAI SINDACATI X CHI ANCORA ISCRITTO DI SCIOPERO CON CHISURA STUDIO ++NON ALTRE BLANDI SOLUZIONI ++ SALVO NON PIU ISCRIVERSI.
Rispondi
09/02/2011 13:22
PL
Paolo Longhi
E' una cosa incredibile, da fantascienza che dei contenitori vuoti che si definiscono 'Sindacati Medici' debbano ancora esistere. Che ci stanno a fare quando non hanno messo in campo, in tutta la vicenda, UNA SOLA INIZIATIVA? Balordi che più balordi non si può.
Rispondi
09/02/2011 09:06
PP
Pietro Poidomani
IL PECORONISMO IMPERA ANCHE CON UN PASTORE NANO (ANCHE DI CERVELLO) E CANI BASTARDI CHE TENGONO A BADA LE PECORE (NOI...) FINGENDOSI NOSTRI RAPPRESENTANTI. Scommettiamo che nessun sindacato ha predisposto un ufficio legale per difendere coloro che saranno incriminati (dopo aver visitato, curato e fatto un certificato cartaceo firmato...) per la mancata spedizione on-line, la telefonata al call-center o al numero verde????
Rispondi
09/02/2011 06:06
?
La certificazione è parte integrante della cura e dovere deontologico di chi visita e tratta un paziente, quindi non ci sono dubbi anche gli specialisti del PS e ospedalieri sono tenuti a certificare quello che hanno curato. Non esiste la certificazione delegata nella nostra legislazione, mi pare Paolo Colorio
09/02/2011 01:09

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