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In Italia i medici fumano troppo. Garattini: che escano dal Servizio sanitario nazionale

In Italia i medici fumano troppo. Garattini: che escano dal Servizio sanitario nazionale
Sanità pubblica

Un'indagine, come quella 'svolta da numerose imprese statunitensi - spiega Ichino - sarebbe vietata in Italia, in quanto idonea a rivelare comportamenti privati'.
Per arrivare in Italia a una situazione simile a quella degli Stati Uniti, dove il fumo e' stato equiparato a una droga illegale, 'sarebbe necessario dichiarare come sostanza psicotropa' la nicotina.
'E' ragionevole aspirare ad avere il 100% del personale sanitario non fumatore' osserva dall'Istituto Mario Negri Silvio Garattini, 'anche se per le assunzioni sarebbe sufficiente l'autocertificazione. Bastano del resto pochi giorni di astensione dalla sigaretta per avere un test delle urine nicotina-free'.
Il fumo in Italia, sottolinea Garattini, 'causa ogni anno la morte di 70 mila persone. Che tutti i medici ospedalieri non fumino e' la migliore campagna-antifumo. Invece il 24% dei medici e' fumatore, una percentuale che rispecchia, se non peggiora il dato della diffusione di guesto 'vizio' nazionale'.
Per Garattini 'l'obbligo di non fumare dovrebbe esserci durante il servizio, e negli ambienti esterni dell'ospedale e alla struttura sanitaria. Il medico, dentro e fuori le mura ospedaliere, deve essere di esempio, testimonial di uno stile di vita salubre.

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E cio' e' piu' rilevante delle perdite di tempo durante il turno di lavoro che ci sono comunque quando un dipendente deve uscire o allontanarsi dalla struttura per fumare'.
'Al costo di risultare impopolare - conclude Garattini - confermo la proposta, formulata nel 2003 ma sempre attuale, di escludere dal Servizio Sanitario Nazionale i medici che fumano nell'esercizio delle loro funzioni'. In Italia, ha ricordato Pier Giorgio Zuccaro, Presidente dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'Iss, ci sono ora circa 11 milioni di fumatori ma per l'esperto l'obiettivo dovrebbe essere quello di dimezzare questo numero con un 'pacchetto' di misure: aumento del costo delle sigarette, incentivi per frequentare i corsi anti fumo e una nuova serie di controlli sulle sigarette e di analisi per verificare meglio cosa c'e' nelle bionde. In tutto oggi ci sono in Italia 375 centri sparsi in tutta Italia che offrono assistenza medica, psicologica e farmacologica a chi vuole smettere. Clicchi qui per partecipare al poll

Sanità pubblica
Commenti
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Pienamente d'accordo con il collega Gottardi che mi sembra si sia espresso in maniera garbata ed intelligente. Fatti salvi i diritti sacrosanti delle persone che non devono essere danneggiate dal fumo passivo, per il resto non si può assolutamente imporre la salute per legge. Sarebbe pazzesco, oltrechè lesivo dei più elementari principi di una (questa sì) sana cultura liberale. Garattini dovrebbe leggersi il saggio "On Liberty" scritto più di cent'anni fa da John Stuart Mill, un classico del liberalismo. Tengo a precisare fra l'altro, anche se mi parrebbe superfluo, che chi scrive non è fumatore nè affetto da alcuna altra dipendenza qualsivoglia, anzi cerca quotidianamente di incoraggiare i suoi pazienti soprattutto giovani e giovanissimi a smettere di fumare e ad adottare stili di vita corretti. L'importante è informare e far riflettere, poi la libertà degli individui è sacra e va tutelata. Saluti cordiali . Francesco Zancaner
Rispondi
16/02/2011 14:39
GG
Giuseppe Gottardi
Costui è pazzo. C'è già una legge che vieta di fumare nei luoghi pubblici! Ora, che si voglia, in base ad opinabili studi statistici obbligare chiunque ad aderire alle voglie salutiste del signor Garattini, mi sembra eccessivo. Ho già scritto sul forum che tutte le indagini statistiche dovrebbero evitare di considerare come significativi, i pazienti che hanno superato l'età media di sopravvivenza delle persone di un dato paese. Se un paziente, fuma dai 20 anni ai 23, cioè per soli tre anni, a livello statistico risulta come ex-fumatore. Se poi muore di cancro al polmone all'età di 82 anni sarà sempre considerato come morte di un ex-fumatore. Se si volesse scremare questi dati che vengono continuamente forniti come fossero la verità, si potrebbe benissimo osservare che essi sono ampiamente gonfiati. Personalmente sono perfettamente daccordo sulla proibizione assoluta di fumare in luoghi pubblici, ed ammetterei anche i giardini della città. Ma che in nome di una illusione di salute si cerchi di imporre la propria idea di come vada vissuta la vita mi sembre una cosa aberrante. Ognuno deve avere gli strumenti della conoscenza per poter decidere in libertà come realzionarsi. Altrimenti io proporrei di allontanare in modo assoluto tutti quei camici bianchi che attraverso i media infastidiscono i pazienti con una miriade di informazioni spesso totalmente sbagliate. Allontanerei dai luoghi pubblici tutti i medici pazzi, quelli che hanno l'alito cattivo ed anche tutti quelli che per qualsiasi motivo riversano sui pazienti le loro lamentele esistenziali. Pur anche tutti i maleducati e i parassiti ed i raccomandati. Con simpatia, Giuseppe Gottardi.
Rispondi
11/02/2011 13:44

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