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La nuova sanità italiana: Brunetta, con l’elettronica risparmieremo oltre 12 miliardi l’anno. Fazio, punteremo sugli mmg e sulle farmacie: “ricoveri limitati, più continuità assistenziale”

Sanità pubblica

 Il nuovo sistema di certificazione malattia online per i dipendenti pubblici e privati è "ormai pienamente a regime, impatta favorevolmente su circa 17 milioni di lavoratori dipendenti (di cui 13,5 milioni del settore privato), oltre 6,1 milioni di imprese e circa 180.000 medici (di 57.000 medici di famiglia)". Secondo Brunetta, si tratta di "una riforma win-win-win in cui vincono tutti: cittadini, imprese, medici, Inps e Regioni. Il sistema - spiega il ministro - è ormai pienamente operativo e diffuso in modo uniforme in tutto il Paese, anche grazie al costruttivo confronto con le organizzazioni rappresentative dei medici, alla collaborazione con le altre amministrazioni, con le Regioni e tutti gli attori del comparto Salute. Siamo di fronte a una storia di successo: dall'aprile 2010 a oggi sono stati trasmessi online all'Inps oltre 6 milioni di certificati di malattia (pari a oltre il 90% dei certificati acquisiti) e attualmente almeno 9 medici di medicina generale su 10 usano ormai abitualmente la nuova procedura". "Questa riforma - dice Brunetta - segna un importante passo in avanti nel processo di modernizzazione del Paese, dal momento che imprime una forte accelerazione alla realizzazione di servizi innovativi sempre piu' vicini alle esigenze di cittadini e imprese, oltre che nella direzione di un considerevole risparmio di risorse pubbliche. Come noto, la nuova procedura produce infatti risparmi immediati a favore dell'Inps (derivante dall'abolizione del processo di data entry dei certificati di malattia cartacei, che prima occupava 500 addetti), delle imprese (derivante dalla possibilita' di un monitoraggio piu' efficace dell'assenteismo) e degli stessi lavoratori dipendenti (derivante dall'abolizione dell'invio con raccomandata del certificato di malattia all'Inps e al datore di lavoro, per un costo stimato di circa 100 milioni di euro l'anno)". "I risultati finora raggiunti - ha dichiarato Brunetta - portano a guardare con ottimismo ai prossimi passi da compiere, soprattutto tenendo conto dei significativi benefici che derivano dall'applicazione delle nuove tecnologie digitali all'intero comparto della salute. Sviluppare l'e-Health in Italia è un nostro impegno prioritario: come confermano anche alcune stime elaborate da Confindustria, grazie all'introduzione delle ICT nella Sanità è infatti possibile ottenere un risparmio complessivo pari a 12,4 miliardi di euro in un anno (pari all'11,7% della spesa sanitaria). Proprio per questo il Piano e-Gov 2012 ha previsto per la Sanità un portafoglio di interventi condiviso da tutte le amministrazioni operanti a livello centrale, regionale e locale, in grado di aumentare il tasso di adozione delle ICT nel settore e garantire uno sviluppo omogeneo dei servizi primari sul territorio, creando le precondizioni per l'offerta di servizi ad alto valore aggiunto''. Sulla sanità interviene anche il  ministro della Salute Ferruccio Fazio che illustra come  e che cosa rivoluzionerà uno dei settori più complessi del nostro Paese:  "La novità principale è un sistema sanitario non più incentrato solo sugli ospedali, ma su una rete di assistenza distribuita sul territorio. Ci sarà un maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale e anche delle farmacie, che diventeranno strutture di cure primarie. I ricoveri in ospedale dovranno limitarsi ai casi strettamente necessari e comunque si cercherà di evitarli per le malattie croniche, che aumenteranno a causa dell'invecchiamento della popolazione". Quanto alle polemiche sulla chiusura di ospedali e reparti di maternità, il ministro sottolinea: "Abbiamo definito in 1.000 il numero minimo dei parti annui per ciascun punto-parto. In alcuni casi particolari i parti potranno essere di meno, ma non sotto i 500 annui". Fazio si dice poi preoccupato per il fenomeno dell'obesità infantile: "Mi preoccupa la ridotta attività fisica. Abbiamo troppi giovani che passano ore davanti alla televisione e ai videogiochi. Il primato del sovrappeso e dell'obesità infantile, che possono portare a seri problemi cardiovascolari, spetta alla Campania. Bisogna unire l'esercizio fisico a una migliore alimentazione. La presenza dei distributori automatici di frutta nelle scuole è una prima risposta a questo problema". Il ministro rivendica poi una posizione di eccellenza in Europa nella cosiddetta 'sanita' elettronica': "Stiamo lavorando sulla telemedicina e sulle prenotazioni via Internet delle prestazioni mediche. Abbiamo messo on-line i certificati di malattia dei lavoratori dipendenti. Entro il prossimo anno avremo on-line le ricette mediche e vareremo il fascicolo sanitario elettronico. Inoltre, su una tessera magnetica avremo la Carta dei servizi sanitari. Negli ultimi tre anni, grazie alla collaborazione con il ministero dell'Innovazione, abbiamo fatto passi da gigante e oggi siamo fra i primi in Europa nella sanità elettronica". Fazio giudica non preoccupante il calo dei trapianti: "Non dobbiamo preoccuparci troppo perché con i progressi della medicina sono molto migliorati i trattamenti delle insufficienze acute di organi come il cuore o il rene. Oggi, in presenza di organi artificiali e di altre forme di cura, ad esempio quelli basati sulle cellule staminali, il trapianto non è più l'unica soluzione per molte forme di insufficienza". Su un piano più strettamente politico, Fazio si dice convinto che il federalismo aiuterà la sanità italiana a diminuire le differenze qualitative tra regione e regione: "Con il federalismo vogliamo garantire a tutte le Regioni gli alti standard di efficienza che oggi abbiamo in Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana. La buona qualità delle prestazioni avrà anche come conseguenza una riduzione dei costi". Il ministro annuncia una grande banca dati nazionale delle malattie rare e rileva come per il sostegno delle tante patologie che attendevano di essere riconosciute come rare - "da parte nostra c'è stato l'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) delle patologie che chiedevano di essere riconosciute come tali" -, si attenda il via libero dal ministero dell'Economia per la sostenibilità economica del piano. Clicchi qui per essere informato.

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Sanità pubblica
Commenti
MO
Massimo Omerini
aderisco all'iniziativa del collega PAOLA.....e lottiamo per l'autocertificazione dei primi 3 giorni-- ci levera' meta' del lavoro al pc-
Rispondi
03/05/2011 14:07
AN
Antonio Nuzzi
Ho letto oggi i dettagli delle ricette che entreranno in vigore nei prossimi mesi. Ogni MMG dovrà inviare quotidianamente al ministero delle finanze i seguenti dati: codice fiscale, codice ricetta, codice ICD9, esenzioni, note AIFA, data di prescrizione, tipo di ricetta(??), data di compilazione e se si tratta di visita in ambulatorio o a domicilio....questo moltiplicato per tutte le ricette fatte nella giornata. Tradotto in ore, significa che passeremo le notti a mandare dati al ministero delle finanze. In un caso come questo Antonio Di Pietro direbbe "che ci azzecca?" Noi dovremmo fare i MEDICI. Se il ministero delle finanze ci tiene tanto, allora ci paghi un amministrativo che potrebbe fare tranquillamente un lavoro del genere al nostro posto. Se non soggiaceremo ai diktat stile ex URSS saremo penalizzati con una ritenuta dell'1,15% del nostro stipendio annuo....A questo punto non ci sono più parole(e nemmeno parolacce) sufficienti ad esprimere la rabbia di una categoria che sta per scomparire. Ben vengano le iniziative come quella del collega Ernesto Paola !!! Antonio Nuzzi.
Rispondi
08/03/2011 18:57
EP
Ernesto Paola
Sono Ernesto Paola, un medico di Medicina Generale; esercito a Dipignano, piccolo paese in provincia di Cosenza. Sono da poco uscito dal sindacato FIMMG, deluso dalla politica sindacale. Avrei un desiderio: vorrei riunire colleghi da ogni regione d'Italia, certo di avere in comune uguali delusioni, uguali preoccupazioni ed uguali difficoltà. Recentemente ho espresso il mio pensiero , attraverso una mia lettera inviata a centinaia di politici e Medici di Medicina Generale, dai quali ho ricevuto numerosissime condivisioni. Da lì mi è nata l'idea di riunirci in maniera libera e non vincolante, per creare un fronte comune d'interesse; una condivisione con scambio di idee e di esperienze lavorative. Attualmente sto lavorando per creare una manifestazione di protesta, su tutti i problemi relativi all'attuale sanità pubblica, sostenuto dai miei pazienti sensibilizzati da me, per manifestare dissenso, insieme con loro, sulla rete rai regionale. Sarebbe fondamentale riuscire ad allargare tale protesta anche alle altre sedi rai regionali, al fine di dimostrare che i problemi esistono su tutto il territorio nazionale. L'obiettivo è quello di creare una grande unione, finalmente lontana da interessi sottintesi! E' importante far capire che esistiamo e che possiamo rappresentare una reale forza nuova! E' giunta l'ora di rivalutare la nostra attività, sia in termini economici che giuridici! TUTTI devono sapere che i rischi professionali sono aumentati e che aumenteranno, in maniera esponenziale, quando decideranno di specializzare i nostri ambulatori, senza alcuna formazione, mandandoci allo sbaraglio. E' necessario muoversi rapidamente (anche se siamo in ritardo) prima che passi su tutto il territorio nazionale la ricetta online, così come è stata concepita. Anche essa graverebbe, come tutto, sulle nostre già risicate retribuzioni. Sarebbe, inoltre, molto utile e interessante confrontare lo svolgimento della nostra professione e i relativi obblighi amministrativi, con quelli di colleghi di altre nazioni, mettendo a confronto anche le relative retribuzioni ! E’ necessario un Tuo messaggio di condivisione, senza alcun impegno e disinteressato, entrando nel seguente blog: http://blog.libero.it/MEDICIDIBASE/ oppure alla mia e-mail: ernestopaola@virgilio.it. Potremmo conoscerci e manifestare, in massa, la volontà di ritornare primariamente ad essere “il Medico di Famiglia”. Sono convinto che manifestando compattezza, dal Nord al Sud, anche lontano dalle logiche sindacali, potremmo respingere con indignazione e forza, tutta la burocrazia che ormai ci distrae dalla nostra attività principale gravando, ormai, anche sulle nostre retribuzioni. Ernesto Paola
Rispondi
08/03/2011 08:04
ES
Ercole De Santis
Ieri ho inviato un certificato di malattia a mezzo call center. Il festival dell'assurdo. La povera operatrice mi chiede "la seconda lettera o cifra del mio pin" Le do la seconda lettera del pin che mi ha fornito la sogei in busta chiusa insieme alla password. Poi mi chiede l'ottava letterea.... "ma il codice ha solo 4 c ifre, e il resto non mi è stato mai dato!" dico all'operatrice. Lei mi dice che il codice deve essere quello con cui invio i certificati di invalidità! Seguo di nuovo le istruzion. "Mi dia la seconda e la terza lettera (la do).. Ora mi dia la settiam (la do) ora mi dia la penultima (la do): "Mi sa che il suo codice è sbagliato" mi fa la signorina. "Guardi che ieri mattina ho inviato un certificato con questo codice..." "Forse glielo hanno cambiato!" "Stanotte? Non mi sembra che siano passati tre mesi da quando me l'hanno cambiato..." "Riproviamo... Mi dia la quarta lettera, ecc" Finalmente me lo da per buono. " Data inizio?" "Ieri", "Data fine?" "ieri" "Quando ha visitato il paziente?" " E' venuto oggi, ma aveva già ripreso il lavoro": "Non mi accetta il certificato. Non può rilasciare oggi il certificato. Facciamo una cosa: facciamo conto che lo ha visitato ieri a domicilio, e il certificato lo rilascia oggi... Perfetto! Lo accetta!" mi fa la sigmnorina comprensiva... Nel frattempo sono passati venti minuti per un certificato bianco che in passato avrei fatto in trenta secondi, e la paziente sarebbe andata via in un minuto... con gran gioia dei pazienti in sala d'attesa. Per cui ho deciso che il call center si può scordare che lo chiami, e dopo 3 minuti di difficoltà con l'adsl, farò il cartaceo... PER LA SALUTE MIA E DEI PAZIENTI! Perc icò che riguarda i codici di malattia, non li metto mai, come Valli, e i certificati sono sempre stati accettati. Scriviamo al collega Paola, colleghi!
Rispondi
05/03/2011 20:19
MS
Mario Sagone
Non è ammissibile; la teconologia si ribalti come un macigno sul lavoro del medico, costretto a guardare più il compiuter che il paziente. L'ammalato necessita di cure, di un'attenta valutaziome clinica, anche, ma non necessariamente con l'ausilio della tecnologia, e necessita di qualche parola di conforto e incoraggiamernto. Sono altre le strade per risparmiare e noi medici di famiglia lo sappiamo benissimo., a cominciare da milioni di etichette per la privacy mai utilizzate e dal fatto che le ricette non si possono correggere e vengono buttate.
05/03/2011 10:48

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