Il gruppo farmaceutico americano Merck&Co. ha interrotto le sperimentazioni sull'anti-obestià taranabant a causa di effetti collaterali emersi durante i trial clinici. L'azienda aveva già reso noto tempo fa che il medicinale era apparso efficace a certe dosi nel ridurre il peso corporeo dei pazienti, ma che il suo uso era associato all'aumento del rischio di disturbi psichiatrici. Ora però gli ostacoli al suo arrivo sul mercato si sono fatti insormontabili.
Merck ha infatti affermato che sia l'efficacia che gli effetti collaterali del prodotto dipendono dal dosaggio, ma ha ritenuto necessario mettere fine ai cinque studi in corso perchè i ricercatori non sono riusciti a individuare una quantità di farmaco che assicurasse il giusto 'punto di equilibrio' fra benefici e pericoli. L'impatto economico per la società che sta affrontando la sfida legata alla scadenza del brevetto su importanti prodotti - riporta il Wall Street Journal - non dovrebbe comunque essere pesante: gli analisti attendevano per taranabant vendite modeste e soprattutto problemi regolatori, dopo lo stop imposto dalle autorità americane a un prodotto simile, l'Acomplia* di Sanofi-Aventis. Si indebolisce però l'immagine di Merck&Co. davanti alla necessità impellente di ricercare nuovi medicinali da lanciare parallelamente all'inizio della competizione con i generici.
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