
La comunità internazionale, consapevole della piaga tubercolosi, si propone di realizzare nuovi laboratori diagnostici attrezzati e moderni, espandere le attività di sostegno in aree non ancora raggiunte dagli aiuti, offrire maggiore accesso ai farmaci e mobilitare più risorse. Con l'obiettivo di ridurre del 50% l'incidenza della tubercolosi e i correlati decessi entro il 2015, e di debellare la malattia a livello globale entro il 2050. La diffusione della malattia nel mondo Secondo i dati 2011 dello Stop TB Department dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la tubercolosi nel 2008 ha contagiato ben 9.4 milioni di persone. Ô l'Asia a farla da padrone, con il 55% dei casi globali, seguita dall'Africa, con il 30%. Tra le emergenze più gravi e letali, le forme di tubercolosi resistenti ai farmaci (MDR-TB) e le forme derivate dall'abbassamento delle difese immunitarie provocate dall'AIDS. Il 79% dei casi mondiali di tubercolosi associata all'AIDS si registra in Africa, con una concentrazione prevalente in 9 paesi. In continua e rapida ascesa i casi di tubercolosi in Sudafrica - lo Stato più colpito - dove nel 2008 si è sfiorata la soglia dei 700 casi ogni 100.000 abitanti. Molto alte, seppur in diminuzione, anche le cifre che riguardano Botswana e Zimbabwe. Nella maggior parte del continente i tassi di incidenza della malattia - dopo un picco nel 2004 - diminuiscono, anche se molto lentamente (meno dell'1% ogni anno).




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