
Fazio ha ammesso che i prodotti omeopatici pongono meno problemi dei farmaci tradizionali con i quali esagerare è certamente pericoloso, "ma - ha ribadito - servono regole. Personalmente mi sentirei più tranquillo se ogni tanto un produttore decidesse di fare uno studio scientifico così come è successo con l'agopuntura, per la quale sono stati realizzati studi controllati. Intendiamo andare a mettere regole che andrebbero tra l'altro a proteggere anche il settore più serio delle imprese produttrici". D'accordo con il ministro anche il presidente della Società di pediatria Alberto Ugazio, che ha ricordato i dati sull'uso dell'omeopatia in tre regioni del nord (Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna) dove al 46% dei piccoli vengono dati questi prodotti, un terzo tra quelli sotto l'anno di età, e la maggioranza li usa su consiglio del medico."Questi dati sottolineano l'importanza di avere nozioni chiare sulla tossicità di questi prodotti, proprio perché i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi", ha sottolineato Ugazio. Dal canto suo il presidente di Omeoimprese, Fausto Panni, ha ricordato che c'è una certa resistenza dei comitati etici degli ospedali alla sperimentazione.




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