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Oms, la resistenza agli antibiotici ha raggiunto livelli senza precedenti. Appello ai medici e alle aziende farmaceutiche

Farmaci Redazione DottNet | 06/04/2011 21:27

La resistenza agli antibiotici sta raggiungendo 'livelli senza precedenti' e nuovi antibiotici non sono ancora stati realizzati per far fronte ai batteri resistenti. Si è arrivati 'ad un punto critico' e c'è il rischio di tornare indietro nel tempo, 'in un'epoca pre-antibiotica, dove anche le infezioni più semplici non rispondono ai trattamenti'. E' l'allarme lanciato da Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell'Oms per l'Europa, in occasione della Giornata Mondiale della Salute 2011 che ha come slogan 'Nessuna azione oggi, nessuna cura domani'.

 L'Oms lancia un appello alle industrie farmaceutiche, ai politici, ai medici e a tutte le parti in causa per promuovere un uso corretto degli antibiotici per la cura delle malattie. Da un'indagine informale dell'Oms su 21 Paesi europei, è emerso che in 14 di questi, l'acquisto di antibiotici al banco è pratica comune. Solo 7 dei 21 Stati hanno un piano d'azione nazionale sulla resistenza agli antibiotici e hanno un istituito un comitato di coordinamento nazionale. Inoltre, meno della metà ha delle linee guida nazionali per l'igiene in ambito sanitario e solo un terzo dispone di un sistema nazionale di sorveglianza e di un database nazionale.

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C'è ancora molto da fare ma a preoccupare di più gli esperti è la diffusione della tubercolosi multiresistente e il batterio New Delhi metallo-beta-lattamasi (NDM-1), che pare resistere anche agli antibiotici di ultima generazione. l'Oms Europa lancerà una nuova strategia e, in occasione della riunione annuale di settembre 2011, presenterà un piano d'azione strategico sul contenimento della resistenza agli antibiotici a tutti ministri della sanità della Comunità Europea.

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