Le neoplasie polmonari si curano con il freddo

Oncologia | Redazione DottNet | 08/10/2008 13:52

Arriva dal freddo, con la crioablazione, l'innovativa cura per le neoplasie polmonari. La nuova tecnica, è stata presentata dal radiologo-interventista, Claudio Pusceddu. La crioterapia è stata utilizzata per la prima volta in Italia per cura del tumore del polmone su cinque pazienti sardi, di età compresa tra i 60 e i 79 anni, ricoverati nell'ospedale oncologico di Cagliari.

 La crioablazione - sperimentata con successo per il cancro della prostata, del rene e dell'osso, e già applicata in Cina - consiste nell'uso di aghi che, una volta inseriti nel torace, sono in grado di congelare i tessuti, grazie al gas Argon, portandoli a temperature fino a 41 gradi sottozero (con la formazione di una ''iceball'', una sfera di ghiaccio). Poi, attraverso l'iniezione di gas elio, i tessuti vengono scongelati fino a provocare uno choc termico che determina la necrosi della massa tumorale che viene poi espulsa sotto forma di acqua e cellule morte. L'intervento, effettuato in anestesia locale, dura circa un'ora e si è mostrato in grado di distruggere tumori di dimensioni pari a 20 cm, con l'inserimento fino a 20 aghi. La tecnica è ripetibile, in caso di distruzione tumorale incompleta o di ricrescita, e può essere impiegata per il controllo dei sintomi (palliativo). L'Asl di Cagliari ha speso circa 400 mila euro per l'apparecchiatura che ha avuto in comodato d'uso per 12 mesi.

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