
"Finora abbiamo studiato in maniera maniacale solo il 2% del genoma, quello che codifica le proteine - spiega Pandolfi - ma anche quel 50% che e' tradotto in molecole di Rna e che pero' non viene trascritto in proteine ha una sua funzione, ed e' fondamentale per capire ad esempio tutte le mutazioni causate dai tumori alle cellule".
La scoperta fondamentale fatta da Pandolfi e dal suo gruppo di lavoro e' che tutte le molecole di Rna, sia quelle che codificano proteine sia le altre, sono in grado di comunicare tra loro, influenzandosi a vicenda. Le 'lettere' usate in questo codice sono le molecole di microRna, che legandosi agli Rna piu' grandi li 'spengono': "I tipi di microRna sono limitati - spiega Pandolfi - quindi piu' Rna lunghi sono regolati dagli stessi Rna 'corti'. Questo vuol dire ad esempio che se un gene viene sovraespresso, ad esempio a causa di un tumore, il suo effetto si sentira' anche su altri geni 'Avatar'".
Un esempio studiato in questo momento da Pandolfi e' il gene Pten, uno degli oncosoppressori piu' 'famosi'. L'avatar' di Pten, uno pseudogene molto simile che pero' non codifica delle proteine, e' in grado di modificare l'espressione di quello 'principale': "Ognuno di questi frammenti di materiale genetico che era considerato spazzatura ha in realta' una funzione - spiega l'oncologo, che ha appena ricevuto il premio 2011 della Fondazione Alessio Pezcoller per la ricerca internazionale sul cancro - questo aggiunge ai geni che gia' studiamo altri 20mila pseudogeni, piu' migliaia di frammenti di Rna lunghi di cui non si conosce l'utilita'.




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