Promessi, annunciati e persino già messi a punto, nella realtà i livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni sanitarie che devono essere necessariamente garantite ai cittadini su tutto il territorio nazionale, non vengono rinnovati da 10 anni. Con gravi difficoltà per i cittadini che attendono il riconoscimento della loro malattia e il diritto alle terapie. Lo ricordano le associazioni di pazienti e cittadini che hanno deciso, per dare un segnale diverso, di festeggiarne, alla maniera di 'Alice nel Paese delle meraviglie' il 'non compleanno', dopo le tante proteste di questi anni.
La particolare celebrazione è prevista venerdì a Riva del Garda alla prima Conferenza nazionale organizzazioni civiche per la salute, promossa dal Coordinamento nazionale malati cronici (CnAmc)-Cittadinanzattiva, Provincia autonoma di Trento e Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Conferenza, illustrata a Roma, che partirà della presentazione il X Rapporto sulle politiche della cronicità, dedicato quest'anno all'età pediatrica: 'Minori: diritti rari, costi cronici', di CnAmc-Cittadinanzattiva."Vogliamo festeggiare questo 'non compleanno' - spiega Maddalena Palagalli, presidente del Coordinamento - per sottolineare l'enorme ritardo di un provvedimento necessario, annunciato innumerevoli volte senza esito". Un ritardo "ormai inaccettabile - spiega Tonino Aceti, coordinatore CnAmc Cittadinanzattiva - in particolare per la necessità di poter disporre dei nuovi Lea nell'ottica di un federalismo fiscale, perché si possano definire i costi standard su una base più adeguata". La beffa, inoltre, è che "i nuovi Lea ci sono - aggiunge - sono chiusi nei cassetti dell'Economia. Il 'pacchetto' delle prestazioni essenziali, infatti, stava per essere varato 3 anni fa, con l'allora ministro Livia Turco, ma fu bloccato per una presunta irregolarità a livello di Corte dei Conti. Da quel punto ci sono stati migliaia di annunci di approvazione, mai realizzati".
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