Non sono solo le alterazioni del Dna la scintilla all'origine del cancro. Ricercatori italiani hanno scoperto un nuovo meccanismo alla base dei tumori. Lo studio è del team dell'unità di patologia oncologica dell'università di Chieti, guidato da Saverio Alberti. Il lavoro è sostenuto dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Chieti e dall'Abo Project di Venezia. Si è dimostrato che Rna derivati da due geni normali possono venire fusi in un'unica molecola, dando origine a un Rna ibrido anomalo che induce il cancro. I due geni coinvolti sono la ciclina D1, uno dei regolatori chiave della replicazione cellulare, e Trop2, un gene scoperto dall'equipe di Alberti, che è in grado di stimolare la crescita del cancro e che è espresso dalla maggior parte dei tumori nell'uomo.
L'Rna chimerico viene generato attraverso un meccanismo fino a oggi sconosciuto, e stimola la crescita delle cellule tumorali. I tumori che più lo esprimono sono quelli dello stomaco, del colon, dell'ovaio, dell'utero e del rene, più un sottogruppo di tumori al seno. Questa scoperta - sottolineano i ricercatori in una nota - rovescia l'idea comune che tutti i tumori abbiano origine da alterazioni del Dna, in particolare da mutazioni di geni di controllo, chiamati oncogeni. Immaginabile il mutamento di scenari grazie a questo studio. La prevenzione del cancro è stata basata fino a oggi
sulla prevenzione di mutazioni del Dna, causate dal fumo, da raggi solari o da sostanze radioattive. Prevenire la generazione di un Rna da geni perfettamente normali, richiederà studi approfonditi.
È stato già messo a punto - spiega l'equipe - un primo test in grado di misurare i livelli di espressione del Rna ibrido nel giro di alcune ore, aprendo la via a nuovi test in campo diagnostico. Nuove ricerche determineranno se l'espressione di questo Rna ibrido è legata a specifiche caratteristiche biologiche di particolari sottogruppi di tumori, in particolare alla loro aggressività e sensibilità alle terapie oggi somministrate.
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