
Nella definizione dei costi standard per la sanità, l'Osservatorio dei contratti pubblici fornirà alle Regioni dati e strumenti per rendere più efficienti le spese sanitarie e l'Agenzia dei farmaci rideterminerà dal 2013 il tetto per la spesa farmaceutica territoriale, mentre dal 2014 scatterà la compartecipazione delle Regioni. Le Regioni sono tenute a intervenire anche sulla spesa per gli acquisti delle prestazioni sanitarie presso gli operatori privati accreditati. Fissati paletti per l'acquisto di dispositivi medici. Le manovre a carico delle Regioni andranno definite entro fine 2012: se ciò non avverrà, saranno, comunque, del 30%, 40% e 30% i contributi a carico di servizi e forniture sanitarie, farmaci e dispositivi medici e nel 2014 del 15%, 20% e 15%, ma vi si aggiungerà un contributo del 47% a carico di spesa farmaceutica territoriale e altre prestazioni. Per l'anno 2014 , il residuo 3% corrisponde alle economie di settore derivanti dall'esercizio del potere regolamentare in materia di spese per il personale sanitario dipendente e convenzionato. Ma la manovra contiene anche altre disposizioni, come quella sul blocco del turn over per il personale medico: "Per il governo il concetto di sicurezza evidentemente non riguarda le cure sanitarie", afferma il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, commentando i contenuti della manovra economica. "Il prosieguo del blocco del turnover per la pubblica amministrazione - dice - esclude il personale chiamato a svolgere compiti fondamentali, quali la difesa dalla criminalità, gli interventi in caso di incendi e catastrofi (polizia e vigili del fuoco), ed il controllo degli obblighi fiscali. Ma non quello deputato a garantire a cittadini ed operatori la sicurezza delle cure, il cui calo è causa di costosissime procedure di medicina difensiva e infiniti contenziosi legali tra pazienti e strutture sanitarie. Oggi la sicurezza in ambito sanitario è messa a dura prova dall'impoverimento degli organici, frutto della espulsione dal sistema di migliaia di medici provocata dalla manovra economica 2010, e del blocco del turnover, specie nelle Regioni del sud, causa dell'abuso di contratti atipici e del dilagare del precariato medico". "E' grave - attacca Troise - continuare una politica di asfissia del pubblico impiego, che evidentemente ha ancora molto da farsi perdonare. Ma ancora più grave non prevedere deroghe per un sistema sanitario, che pure Tremonti ha giudicato tra i migliori del mondo, almeno per i medici addetti alla emergenza ed urgenza, come anche il ministro della Salute ha chiesto. Mentre il Pronto Soccorso in tutta Italia è preso d'assalto come i forni manzoniani e peggiorano le condizioni ed i tempi di assistenza, come pure il Senato ha documentato, non è ammissibile il disinteresse del governo verso i livelli di tutela della salute, individuale e collettiva, e le condizioni di lavoro, ormai al di là dei limiti di sopportazione, dei medici e dirigenti sanitari del Ssn. Ma nessuna riforma del sistema è possibile senza organici adeguati. I medici italiani chiedono che la sanità non venga derubricata dalla agenda politica e la vita dei cittadini considerata meno del loro portafoglio e della loro dichiarazione dei redditi". E infine non manca un capitolo all’accesso alla professione che viene liberalizzata: la manovra stabilisce come gli accessi alle professioni e il loro esercizio "si basano sul principio di libertà di impresa" e devono garantire concorrenza.




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