
Nel primo gruppo le infezioni sono state il 63% in meno rispetto a quello con il placebo, mentre nel secondo il calo è stato del 73%: "Questo studio è il più grande mai fatto sull'efficacia della 'PrEp' (profilassi pre-esposizione) - afferma Connie Celum, il principale ricercatore coinvolto nel progetto, che è stato finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation - dimostra che gli antiretrovirali sono una pietra miliare fondamentale nella prevenzione dell'Hiv, e dovrebbero diventare parte integrante degli sforzi in questo senso". Questi risultati sono stati confermati da un altro studio effettuato in Botswana su 1200 coppie, dove la riduzione con il solo tenofovir è risultata del 62%, e fanno il paio con quelli dello scorso maggio, che hanno attestato che se la persona sieropositiva è in cura, la possibilità di contagiare il partner cala del 97%. I risultati hanno 'convinto' anche Margaret Chan, direttore generale dell'Oms, che in un comunicato ha affermato che "questi studi possono avere un enorme impatto nel prevenire la trasmissione eterosessuale", aggiungendo che l'agenzia lavorerà di concerto con i paesi per utilizzare le nuove scoperte nelle strategie di lotta alla malattia. "Il legame tra terapia e prevenzione non è nuovo nel mondo della medicina - spiega Stefano Vella dell'Istituto Superiore di Sanità, uno degli organizzatori della conferenza di Roma - si pensi ad esempio alla Tbc, che con l'introduzione dei farmaci e' stata debellata.




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