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Ospedali, poca igiene per medici e infermieri: aumentano le epidemie

Sanità pubblica

Cosa che i ricercatori hanno verificato misurando la quantita' di sapone e disinfettante usata in un grande ospedale della North Carolina prima e dopo aver posto i nuovi poster e segnali. Uno diceva ''l'igiene delle mani ti protegge dalle malattie'', un altro ''l'igiene delle mani protegge i tuoi pazienti dalle malattie'', e un terzo solo ''usa il gel, lava via''. Il risultato e' stato che con il segnale concentrato sui pazienti c'e' stato un aumento del 33% della quantita' di sapone e disinfettante usato rispetto agli altri due. E per capire quanto un miglioramento su questo fronte sarebbe vantaggioso in termini di salute e spese, bastano alcuni dati. In Italia ad esempio il 5-8% di tutti i pazienti afferenti alle strutture sanitarie sviluppa un'infezione associata a procedure assistenziali, pari a 450.

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000-700.000 casi con 4500-7500 decessi direttamente attribuibili e circa 3.750.000 giornate di degenza per le complicanze infettive acquisite a seguito del ricovero. ''Le cause di questa epidemia sono varie - spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma - si va dalle carenze strutturali, come la mancanza di lavandini nei reparti per lavarsi le mani, a cattive pratiche da parte degli operatori, che ad esempio non capiscono che lavarsi le mani e' un obbligo morale e lo fanno solo nel 20% dei casi. Inoltre per abbassare la quantita' di infezioni servirebbero infermiere e medici dedicati al problema, che in ogni reparto studino i casi che si presentano e correggano gli errori. Un infermiere ogni 250-300 pazienti e un medico 'ad hoc' ogni 400 pazienti''.
Sanità pubblica
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