
“Un atteggiamento in totale contrasto con quanto previsto dalla riforma degli assetti contrattuali e che denota la scarsa volontà di Federfarma di giungere a breve ad un rinnovo contrattuale – ha commentato il segretario nazionale della Fisascat Rosetta Raso - Il settore necessita non solo di un giusto riconoscimento della professionalità ma anche di un adeguato aumento salariale”.
“Oltre alle scarse risposte in termini economici che non rispettano il criterio dell’Ipca previsto dal nuovo modello contrattuale – ha aggiunto il segretario generale della categoria Pierangelo Raineri - riteniamo assurdo che la parte datoriale non riconosca ai lavoratori la validità degli strumenti di welfare contrattuale, percorso peraltro già condiviso nel precedente rinnovo del contratto”.




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